Valerio Izzo e il drink dell’ospitalità

Peach-Basil Spritz Delight

Perché uno Spritz alla pesca può dire molto più di quanto sembra

Non tutti gli Spritz sono nati per fare scena. Alcuni nascono per accoglierti. Altri per raccontarti una terra. Altri ancora per portarti in finale a Monte Carlo. È il caso di Valerio Izzo, bartender dello SHUB di Sorrento, che ha appena vinto la finale italiana dell’Art of Italicus Aperitivo Challenge 2025 con un drink che sembra gentile — ma colpisce dritto al punto.

House of Italicus: il Sud in un calice elegante

Si chiama “House of Italicus”, ma è più una dichiarazione che un cocktail. Dentro ci trovi:

  • Italicus Rosolio di Bergamotto per la parte colta
  • uno spumante ottenuto dalla fermentazione delle percoche per la parte pop, sud, estate e casa della nonna

Il risultato? Un’idea raffinata e sentimentale di aperitivo. Uno Spritz reinventato non per stupire, ma per accogliere. Perché come dice lo stesso Izzo: “La nostra cultura è questa: accogliere le persone offrendo un bicchiere di vino con la pesca dentro.”
E chiunque sia cresciuto al Sud lo sa: è così che si dà il benvenuto.

Un concorso che è anche una call alla reinvenzione

L’Art of Italicus Aperitivo Challenge non è la solita competizione da bartender con la barba e il ghiaccio scolpito a mano. È una sfida a reinterpretare l’aperitivo italiano come gesto artistico. L’unica regola: usare Italicus e ispirarsi a un’arte.

Valerio lo ha fatto con l’arte dell’ospitalità. Un gesto tanto quotidiano da sembrare invisibile. Ma in un mondo che corre, che esclude, che filtra, offrire un drink che dice “sei il benvenuto” è più radicale di mille garnish.

Gli altri finalisti: visioni e contrasti

La competizione italiana è stata brillante e piena di visioni:

  • Nausica Vitali (Roma) ha portato un cocktail blu ispirato a Picasso e all’assenzio.
  • Vincenzo Palumbo (Napoli) ha servito un drink dorato, con oliva ricoperta di foglia oro — un twist tra design e alchimia.

Ma il drink di Valerio ha avuto qualcosa in più: una memoria condivisa. Il sapore del Sud, della sera, dei balconi.

Cosa ci insegna questo Spritz?

Che l’aperitivo italiano, nel 2025, può ancora dire qualcosa di vero.
Che l’eleganza non sta nel fare effetto, ma nel far sentire qualcuno a casa.
Che la pesca non è solo un frutto d’estate: è un codice relazionale.

E che, se serve a raccontare tutto questo, uno Spritz non è solo un drink. È una micro-narrazione.

Monte Carlo aspetta. Ma intanto, brindiamo al Sud.

Valerio Izzo andrà in finale mondiale, rappresentando l’Italia con il suo “House of Italicus”.
Ma la cosa più bella è che ci arriverà portandosi dietro un gesto antico, familiare, semplice: quello di offrire qualcosa che non sta sul menu, ma nel cuore.

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