In Italia, diciamocelo: l’aperitivo non è solo il momento in cui stappi una bottiglia alle sette di sera. È molto di più. È un rito, un piccolo mondo dove si incontrano sapori, storie e sorrisi. E da qualche anno, questo rito si è trasformato in qualcosa di ancora più grande: una vera leva per il turismo. E la cosa interessante? Non siamo gli unici a pensarla così. Ma andiamo con ordine.
Un fenomeno che vale miliardi
I numeri parlano chiaro: secondo il Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2024, curato da Roberta Garibaldi e presentato alla Bit di Milano, nel 2023 ben 9,6 milioni di italiani hanno viaggiato spinti da cibo e vino. Un balzo in avanti del 58%. Parliamo di un impatto economico di 40,1 miliardi di euro. Roba da capogiro.
E dentro questa crescita, l’aperitivo si ritaglia il suo spazio d’onore: mette insieme prodotti locali, territori da scoprire e quel nostro lifestyle che ci invidiano ovunque.
Oggi l’aperitivo turistico non è più solo un drink al tramonto: è una storia che parte da un vermouth artigianale in Piemonte e finisce tra le bollicine biodinamiche delle Langhe, magari in un relais da sogno, tra finger food da stelle Michelin. Non per niente, tante strutture stanno rinnovando la loro offerta con “aperitivi immersivi” fatti di visite in cantina, abbinamenti gourmet e showcooking da vivere e raccontare.
Italia vs Francia vs Spagna: chi vince la sfida dell’aperitivo turistico?
Italia: varietà da capogiro
Se parliamo di ricchezza territoriale, non ce n’è per nessuno: Spritz veneti, Negroni fiorentini, Americano torinese, prosecco delle colline trevigiane, vini naturali del Sud… ogni regione ha una storia da bere. E i numeri lo confermano: secondo un’indagine Enit-Isnart, il 55% dei turisti enogastronomici stranieri associa l’idea di aperitivo proprio all’Italia. A trainare? Le città d’arte e i borghi gourmet, trasformati in piccole mecche del buon vivere.
Francia: apéritif (ma con moderazione)
Dall’altra parte delle Alpi, l’“apéritif” è una faccenda più sobria. C’è il fascino del pastis, delle bollicine di champagne e del classico kir. La Francia resta la regina del turismo enogastronomico, ma sull’aperitivo punta meno: è qualcosa di più domestico, meno scenografico rispetto al nostro rito urbano.
Detto questo, anche lì si muove qualcosa: secondo Atout France 2023, cresce l’interesse per esperienze “aperitivo & terroir”, soprattutto nei villaggi vitivinicoli della Borgogna e nella regione di Bordeaux. Insomma, ci stanno arrivando anche loro.
Spagna: tapas, socialità e instagrammabilità
Poi c’è la Spagna, che su certe cose ci sa fare. Il tapeo – il tour di tapas e drink tra i bar – è diventato una vera e propria esperienza di viaggio. A Madrid, Siviglia o Barcellona è quasi d’obbligo. E i numeri parlano chiaro: secondo Hosteltur, il 72% dei turisti gastronomici in Spagna si concede almeno un aperitivo in compagnia durante il viaggio.
In più, tra gin tonic artigianali e vermouth locali, l’aperitivo spagnolo è sempre più fotografato, raccontato e condiviso. E oggi, inutile negarlo, anche questo conta.
Dove l’aperitivo è già una ragione per partire
Non dappertutto l’aperitivo è un’esperienza che vale il viaggio. Ma in Italia, fortunatamente, ci siamo messi bene.
A Torino, puoi passeggiare tra caffè storici e gustarti un vermouth lì dove tutto è iniziato. A Milano, l’aperitivo è quasi una religione: terrazze panoramiche, chiacchiere a non finire e voglia di sperimentare.
Nel Salento, il tramonto diventa il momento clou: un calice di rosato in mano e il mare a far da sottofondo.
E poi le Langhe, dove l’aperitivo si fa direttamente tra i filari, magari con un sommelier che ti racconta la storia di quello che stai bevendo. Oppure Modena e Parma, dove bastano un tagliere di salumi e un buon lambrusco per sentirsi esattamente al posto giusto, nell’ora perfetta.
Non serve molto altro. Solo esserci. E brindare.
Cosa ci insegna tutto questo?
Che l’aperitivo, in fondo, è una scusa meravigliosa per rallentare, guardarsi intorno, incontrare persone. E scoprire un territorio con tutti e cinque i sensi.
Per questo il turismo legato all’aperitivo funziona: non è solo una questione di gusto, ma di atmosfera, di ritualità, di esperienza vera.
E nel 2025 – finalmente – ce ne stiamo accorgendo. Per chi viaggia, l’aperitivo è diventato uno dei momenti più belli della giornata. Per chi lavora nel turismo, una grandissima occasione da non farsi scappare.
Noi di 7pm.fun ci crediamo ancora di più: perché se è vero che non tutti i viaggi iniziano da una stazione o da un aeroporto, molti – quelli davvero indimenticabili – cominciano davanti a un bicchiere.
