Il Pignolo è un vino che parla dopo gli altri
È uno dei vitigni più antichi e rari del Friuli. Ma anche uno dei più difficili, lenti, verticali. Tannino forte, acidità vibrante, frutto scuro, struttura da vino da lungo viaggio.
Il Pignolo ha bisogno di anni per parlare. Ma quando lo fa, dice verità che pochi rossi italiani sanno raccontare. In autunno è perfetto: vino da piatti importanti, da silenzi veri, da giornate corte.
Abbiamo scelto 3 bottiglie top che mostrano cosa può diventare questo rosso ruvido e fiero. Non per tutti.
Come servirlo
Temperatura
- 17–18 °C, da aprire 1 ora prima
- Ideale decantazione
Bicchiere
- Calice grande da vino evoluto
Abbinamenti veri
- Brasati, stracotti, cinghiale, funghi secchi, castagne, risotti al midollo
- Ottimo anche con formaggi molto stagionati, spezzatini lenti
Le 3 bottiglie di Pignolo da bere quest’autunno
La Tunella – Pignolo Riserva 2017
Premariacco (UD), Friuli Colli Orientali
Prezzo: 48–52 €
Perché l’abbiamo scelta
Perché è la Riserva che ha fatto scuola. Profumi di ciliegia sotto spirito, cacao amaro, grafite, ginepro. Tannino importante ma levigato. Il 2017 è solare ma elegante, con grande potenziale di evoluzione.
La cantina
La Tunella lavora da anni sul Pignolo, con selezioni parcella per parcella e affinamenti lunghi. “Riserva” è la loro espressione più completa, uscita dopo anni di riposo.
Etichetta
Fermentazione in acciaio, affinamento 36 mesi in barrique, 12 in bottiglia.
Premi: 95/100 DoctorWine, Tre Stelle Veronelli, top rossi nordici Vitae.
Come berlo
Con brasato di manzo, patate al forno, funghi secchi. Vino da sera lenta.

Moschioni – Pignolo 2016
Cividale del Friuli (UD), Colli Orientali
Prezzo: 60–65 €
Perché l’abbiamo scelta
Perché è il Pignolo più carnale, profondo, viscerale. Naso di mora, resina, cuoio, tabacco. Bocca ampia, avvolgente, con tannino presente ma mai ruvido. Il 2016 è maturo ma integro. Da bere oggi o tra dieci anni.
La cantina
Moschioni è una delle realtà più radicali del Friuli. Solo rossi, solo autoctoni, solo lungo affinamento. Il Pignolo qui è trattato come un re scontroso: con rispetto e pazienza.
Etichetta
Fermentazione spontanea, affinamento 48 mesi in botti grandi e barrique, nessuna filtrazione.
Premi: Slow Wine 2025, 96/100 Winescritic, segnalato da Le Rouge & le Blanc.
Come berlo
Con selvaggina, stufato, castagne e lardo. Vino da neve annunciata.

Le Vigne di Zamò – Pignolo 2018
Rosazzo (UD), Friuli Colli Orientali
Prezzo: 36–38 €
Perché l’abbiamo scelta
Perché è un Pignolo più accessibile ma ancora fedele al suo spirito. Profumi di prugna, spezie, legno dolce, pepe nero. Sorso compatto, fresco, con tannino levigato e buona bevibilità. Il 2018 è già pronto.
La cantina
Le Vigne di Zamò è una realtà storica che ha sempre valorizzato i rossi friulani. Il loro Pignolo è curato, misurato, da bere con serenità.
Etichetta
Affinamento in botti medie e tonneaux per 24 mesi.
Premi: 92/100 Falstaff, 2 Bicchieri Rossi Gambero Rosso.
Come berlo
Con polenta e cinghiale, pecorino nero, funghi alla brace. O da solo, mentre cuoce qualcosa.

In sintesi
Il Pignolo non è un vino da fretta. È un vino che chiede spazio, tempo e silenzio.
Ma in autunno, quando la tavola si fa lenta e il cielo più basso, queste tre bottiglie sono perfette per chi vuole ascoltare cosa può dire un rosso friulano che sa aspettare.
