C’è un Nebbiolo che non arriva dalle Langhe, non si annuncia con grandi nomi e non ha bisogno di palcoscenici: cresce tra boschi, laghi, colline glaciali e vecchi filari affacciati al Monte Rosa.
È il Nebbiolo dell’Alto Piemonte, ed è il protagonista di Taste Alto Piemonte 2025, in programma il 9 e 10 novembre nella cornice liberty del Grand Hotel des Iles Borromées di Stresa.
Sarà un weekend d’autunno fuori dalle rotte solite, fatto di piccoli produttori, verticali rare, assaggi che sanno di roccia e castagne, e di quei vini che non cercano la seduzione immediata, ma lasciano traccia. Vini da conoscere lentamente, come le persone.
Perché andarci
Perché in un solo weekend puoi assaggiare ciò che solitamente richiede mesi, chilometri e appuntamenti fissati con largo anticipo. Taste Alto Piemonte è una rara occasione per parlare direttamente con chi quei vini li fa davvero: non brand, ma persone che potano vigne, gestiscono fermentazioni lente e decidono quando vale la pena aspettare un’annata in più prima di imbottigliare.
Andarci significa capire cosa rende unico il Nebbiolo delle zone alte, quello che nasce tra ghiaie moreniche, sabbie antiche e suoli vulcanici. Non è il Barolo, non vuole esserlo: è più sottile, più nervoso, più onesto. E quando ti trovi con un calice di Gattinara in mano e vedi il Monte Rosa sullo sfondo, tutto comincia ad avere un sapore più profondo.
I produttori da non perdere
Travaglini – Gattinara DOCG
Cantina storica, famosa anche per la sua bottiglia “storta”, progettata per trattenere i depositi. Il Gattinara Riserva 2013 è austero, elegante, con note di ferro, liquirizia e viola. Un Nebbiolo nordico e profondo, che racconta il tempo con discrezione.
Antichi Vigneti di Cantalupo – Ghemme DOCG
Una delle realtà più solide di Ghemme: i loro vini sono definiti, trasparenti, con una vena acida viva che ricorda certi Pinot Noir di montagna. Il Ghemme Collis Breclemae 2017 ha tannino cesellato e un finale che profuma di sottobosco e cenere.
Tenute Sella – Lessona DOC
Dal 1671 producono vino sui suoli sabbiosi e ferrosi del Biellese. Il San Sebastiano allo Zoppo è un Lessona da libro di testo: spezie delicate, mineralità salina, eleganza radicale. È il Nebbiolo come lo sognava Cavour.
Podere ai Valloni – Boca DOC
Vigneti circondati dal parco naturale della Val Grande, su terreni vulcanici. La Vigna Cristiana è un rosso scuro e austero, dalle note di grafite e prugna disidratata. Un vino che non fa concessioni: sa di bosco, di radici, di pietra.
La Palazzina – Bramaterra DOC
Blend di Nebbiolo, Croatina e Vespolina su sabbie e porfidi. Il Bramaterra Riserva 2016 è speziato, elegante, con ricordi di cacao amaro e pepe rosa. Meno noto, ma tra i più interessanti da scoprire.
I vini da assaggiare e ricordare
Gattinara Riserva 2013 – Travaglini
Struttura elegante, tannino cesellato, sentori ematici e speziati. Un rosso di montagna che non alza mai la voce, ma lascia il segno.
Ghemme Collis Breclemae 2017 – Cantalupo
Vibrante, profondo, raffinato. Profuma di humus, amarena e pepe bianco, con una tensione acida che lo rende vivo anche dopo lunghi anni.
Lessona San Sebastiano – Tenute Sella
Setoso, affilato, salino. La sua eleganza non è frivola, è consapevole. Una vera lezione di equilibrio.
Vigna Cristiana – Podere ai Valloni
Scuro, severo, denso. Ha bisogno di tempo, ma se ascoltato restituisce una voce antica, autentica.
Bramaterra Riserva 2016 – La Palazzina
Spezie dolci, erbe selvatiche, una vena fumé. Perfetto per chi cerca un Nebbiolo più sensuale e meno canonico.
Cosa aspettarsi dal weekend
- Degustazioni libere: 50+ cantine, 10 denominazioni, centinaia di vini da provare
- Masterclass AIS e incontri con i produttori: approfondimenti guidati da esperti e sommelier
- Show-cooking e pairing territoriali: salumi ossolani, gorgonzola, risotti, pane nero
- Location d’eccezione: il Grand Hotel des Iles Borromées, tra liberty, velluto e vista lago
- Orari: sabato 9 e domenica 10 novembre, dalle 9:00 alle 18:00
- Biglietti: disponibili in prevendita sul sito del Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte
Prima dell’ultima goccia…
A Stresa, ogni sorso sarà un viaggio tra storie di vigneron che lavorano su declivi ostili e suoli difficili. I loro vini non hanno bisogno di mode o slogan: basta sentirli nel bicchiere. Sono Nebbioli d’altezza e non solo in quota. Portano in sé il respiro della montagna, la pazienza dei suoli glaciali, la sincerità di chi vinifica pensando al tempo più che al mercato. E quando novembre arriva, niente è meglio di un vino che sa raccontare l’autunno con dignità.
