Certe volte basta un nome per accendere la curiosità.
“Porn Star Martini” fa esattamente questo: fa alzare un sopracciglio, magari strappare un sorrisetto, e spesso viene ordinato per la battuta, per il gesto, per la foto.
Ma chi lo ha bevuto davvero — fatto bene, con ingredienti giusti — sa che questo non è solo un cocktail provocatorio.
È un drink pensato con intelligenza, gusto e un pizzico di ironia. Ecco perché oggi sta tornando alla ribalta nei menu dei bar migliori.
Un nome che non si dimentica, una ricetta che conquista
Il Porn Star Martini nasce nel 2002, a Londra. Lo inventa Douglas Ankrah, bartender di origini ghanesi, anima del celebre Lab Bar di Soho.
In origine si chiamava Maverick Martini, ma quel mix tropicale a base di vaniglia e frutto della passione aveva qualcosa di così sexy, così sfacciato e irresistibile, che il nuovo nome arrivò quasi da sé.
Douglas voleva creare un drink sensuale, provocante, ma soprattutto buono. E c’è riuscito.
Sotto la superficie scintillante, questo cocktail è uno dei più equilibrati e ben costruiti degli ultimi decenni.
Che cos’ha di speciale?
È un perfetto gioco di contrasti:
- Dolcezza rotonda della vaniglia
- Acidità vivace del passion fruit
- E poi quel colpo di scena finale: uno shot di prosecco servito a parte
Un rituale tutto suo: si può bere prima del cocktail, oppure alternare i sorsi per pulire il palato.
Un piccolo gesto teatrale che aggiunge fascino senza complicazioni.
Come si prepara un vero Porn Star Martini
Ingredienti:
- 50 ml di vodka alla vaniglia
- 20 ml di liquore al frutto della passione (es. Passoã)
- 20 ml di succo o purea fresca di passion fruit
- 10 ml di sciroppo di vaniglia (se serve)
- 10–15 ml di lime fresco
- mezzo frutto della passione per decorare
- a parte: uno shot di prosecco (o Champagne, se vuoi fare il figo)
Metodo:
- Shakera tutto (tranne il prosecco) con ghiaccio
- Filtra in una coppetta ben fredda
- Guarnisci con mezzo passion fruit
- Servi il prosecco a parte, in un bicchierino elegante
Facile, veloce, ma richiede attenzione: se sbagli dosi o scegli ingredienti mediocri, tutto diventa stucchevole.
Perché è tornato di moda?
Negli ultimi anni il Porn Star Martini è diventato di nuovo protagonista.
Nel 2024 è stato il cocktail più cercato online in Italia, superando Hugo Spritz e Negroni Sbagliato, secondo HorecaNews e Google Trends.
Perché?
- È bello da vedere, perfetto per i social
- È accessibile: piace anche a chi non ama i cocktail troppo secchi
- È divertente, un po’ teatrale, ma con una base aromatica ben costruita
- È un modo per bere qualcosa di diverso senza entrare nel tunnel delle botaniche del gin
In più, ha un’estetica precisa: giallo dorato, servito in coppetta, frutto galleggiante, bollicina di fianco. Lo riconosci subito.
È solo un cocktail “facile”? No. Tutt’altro.
Certo, è un ottimo entry-level per chi si avvicina alla mixology.
Ma può diventare anche un cocktail da professionisti, se trattato con cura:
- Usando vodka infusa artigianalmente (al pepe rosa, ad esempio)
- Scegliendo liquori di qualità (Giffard, Passoã, o infusi fatti in casa)
- Sostituendo lo spumante con Champagne vero, per alzare il livello
- Giocando con vaniglia naturale al posto degli sciroppi industriali
E infatti, in molti cocktail bar di fascia alta, lo trovi ancora.
Magari con un nome diverso. Ma è sempre lui.
È un cocktail pop, intelligente, sensuale ma non banale.
Una provocazione? Sì.
Ma fatta bene.
