Immagina un pomeriggio d’agosto. Il bar del paese serve pastis con l’acqua ghiacciata, mentre il ventilatore gira lento. Ora aggiungi un chiosco caraibico lì accanto, che spruzza succo d’ananas su tutto. Ecco cosa succede quando Pastis e Ananas si incontrano nel bicchiere: un cortocircuito tra la Provenza e i tropici.
Sembra uno scherzo. E invece è delizioso.
Perché funziona?
Il pastis ha note erbacee e aniciate, spesso considerate “difficili”. Il succo d’ananas, con la sua dolcezza acida, lo addomestica e lo fa volare altrove. Il risultato è un drink che sa di ferie economiche ma geniali, tra tavolini di plastica, playlist zouk e liquorizia sotto il sole.
Tre cocktail da fare solo se hai l’anima ironica e il frigo pieno di ghiaccio
Marseille Colada
Una Pina Colada per chi legge Camus.
- 3 cl pastis
- 6 cl succo d’ananas
- 2 cl latte di cocco (o coconut water per versione light)
- Ghiaccio tritato
Shakera tutto e servi in tumbler con ombrellino, se osi. Da bere con accento misto.
Tropic Ricard
Il pastis del futuro (ma col sapore dell’infanzia).
- 4 cl pastis
- 6 cl succo d’ananas
- Top di soda o acqua frizzante
- Lime e foglia di menta
Costruiscilo direttamente nel bicchiere con tanto ghiaccio. È un anice fizz con le ciabatte.
Anisé Libre
Un highball anarchico per spiagge libere e palati curiosi.
- 3 cl pastis
- 3 cl rum chiaro
- 5 cl ananas
- 2 cl succo di lime
- Top di ginger beer
Shakera tutto tranne la ginger beer, poi completa in un bicchiere alto. Sorprende. Poi convince.
Guida pratica per l’home bar
- Evita pastis troppo pesanti: meglio Ricard, Pernod o versioni artigianali leggere.
- L’ananas dev’essere fresco o 100% succo, no a quelli zuccherati da discount.
- Per versioni light, prova con acqua di cocco, cetriolo o sedano centrifugato.
Perché ci piace questo cocktail?
Perché sa di viaggi che non abbiamo fatto ma sogniamo ancora. Perché è ironico, dissonante, fresco, e mette insieme due cose che non sapevamo volessimo bere. E perché ogni tanto, il bar dovrebbe somigliare a un villaggio turistico… ma chic.
