NotCo: l’intelligenza artificiale che sa di maionese vegetale

Not Milk

Fondata in Cile nel 2015 da Matias Muchnick, Pablo Zamora (biologo molecolare) e Karim Pichara (esperto di IA), NotCo è una food-tech company che ha fatto una scommessa ardita: replicare i sapori e le texture degli alimenti tradizionali usando solo ingredienti vegetali.

Ma non con prove empiriche da laboratorio. Con un algoritmo.
Il suo nome? Giuseppe. Un’intelligenza artificiale allenata per abbinare molecole vegetali, simulare il profilo organolettico di un cibo e creare ricette alternative “uguali ma diverse”.

Cosa ha creato NotCo

Giuseppe ha già formulato:

  • NotMayo: maionese vegana che ha convinto i consumatori in Cile, poi USA e Italia (via Coop e Metro)
  • NotMilk: latte 100% vegetale, simile al vaccino per consistenza e sapore
  • NotBurger e NotChicken: proteine plant-based ad alta resa gastronomica
  • NotIceCream: gelato vegano lanciato con Unilever in Sud America

Questi prodotti non cercano di essere light o dietetici, ma di emulare il gusto autentico dei corrispettivi animali, usando ingredienti a volte inaspettati (ad esempio: ananas e cavolo per replicare il latte vaccino).

Perché interessa anche l’universo del bere

La tecnologia di NotCo non si ferma al cibo.
Nel 2023, la startup ha annunciato l’intenzione di espandere il suo algoritmo Giuseppe anche alle bevande — partendo da:

  • latti vegetali per cappuccini e mix da bar
  • panna montabile vegetale (ideale anche in cocktail come lo Alexander)
  • simulazioni aromatiche per caffè, cacao, bevande funzionali

Immagina: un White Russian vegano indistinguibile dall’originale. O uno smoothie da brunch che sa di latte e biscotto, ma è 100% vegetale.

E se Giuseppe progettasse anche un cocktail?

A oggi NotCo non ha ancora annunciato una linea dedicata alla mixology, ma l’uso della sua tecnologia in partnership con Unilever, Starbucks e Kraft Heinz lascia intendere che il food service sarà coinvolto.
E noi ci chiediamo:

Cosa succede quando a progettare un gusto non è uno chef, ma un algoritmo?

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