Non è ancora autunno: i vini da fine agosto che sanno ancora di mare

Close up calice di vermentino

Quel momento di sospensione

C’è un punto, tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, in cui tutto sembra rallentare. Le giornate accorciano appena, il sole cambia inclinazione, ma dentro di te sei ancora in modalità sabbia tra le dita e cena all’aperto. Non è nostalgia: è voglia di trattenere, ancora per un po’, quel senso di leggerezza addosso.

In questo limbo stagionale — in cui non hai ancora voglia di rossi corposi né di camini accesi — ci sono vini che funzionano come àncore gentili. Ti tengono nel qui e ora, ma con un retrogusto di mare, di sale, di vento caldo che si allunga sulla pelle.

Più che una selezione, questa è una piccola bussola per orientarti tra bottiglie che parlano d’estate anche quando l’estate scivola via.

1. Vermentino di Gallura DOCG – Sardegna

Il respiro del maestrale in un calice elegante

Il Vermentino della Gallura è come l’ultimo tuffo a mare: lo fai sapendo che forse sarà l’ultimo, ma non per questo con meno gusto. È salino, profumato, con quell’equilibrio raro tra freschezza e rotondità che a fine agosto diventa poesia.

  • Note: agrumi maturi, erbe aromatiche (salvia, rosmarino), mandorla fresca
  • Pairing: crudo di gambero rosso, burrata con bottarga, pane carasau
  • Etichette da cercare: Capichera, Jankara, Siddùra “Spèra”

Perché ora: ti fa sentire ancora in vacanza, ma con grazia.

2. Grillo Sicilia DOC – zona Marsala

Un bianco che ha visto il sole ma non dimentica l’equilibrio

Il Grillo non è mai banale. Ha il corpo di un vino che ha conosciuto il sole, ma anche l’acidità giusta per non stancare. È l’ideale se cerchi un bianco che non sia solo dissetante, ma capace di raccontare un territorio e la sua luce.

  • Note: fiori gialli, scorza d’agrume, timo selvatico
  • Pairing: couscous di pesce, caponata fredda, seppie in insalata
  • Etichette da provare: Marco De Bartoli “Vignaverde”, Cantine Fina, Donnafugata “SurSur”

Perché ora: è sole in bottiglia, ma con nervo e profondità.

3. Etna Bianco DOC – Sicilia, versante nord

Il bianco che rimette tutto in asse

Carricante in purezza, da versante nord. Basta questo per capire che non sei davanti a un vino qualsiasi. L’Etna Bianco è verticale, teso, quasi meditativo. Perfetto per chi ha bisogno di silenzio, nitidezza e una bellezza sottile che non si impone ma resta.

  • Note: pietra focaia, mela verde, citronella, leggero accenno affumicato
  • Pairing: ricotta al forno, polpo in carpaccio, spaghetti aglio olio e limone
  • Etichette consigliate: Tenuta delle Terre Nere, Graci, Benanti

Perché ora: è una passeggiata in altura dopo giorni di spiaggia.

4. Assyrtiko di Santorini – Grecia

Chiudere gli occhi e tornare nell’Egeo

Per chi ha lasciato la Grecia ma la sente ancora sulla pelle. L’Assyrtiko è bianco, teso, marino, quasi scultoreo. Sa di scogli assolati e di terrazze bianche a picco sul mare. Non ti riporta in vacanza. Ti ci lascia un attimo in più.

  • Note: lime, pietra calda, fumo bianco, erbe spontanee
  • Pairing: feta con pomodorini confit, sardine alla griglia, melanzane fritte
  • Etichette imperdibili: Gaia “Thalassitis”, Domaine Sigalas, Argyros Estate

Perché ora: è l’estate che resta impressa sul palato.

5. Pecorino d’Abruzzo DOC – altopiani freschi

La transizione che non ti fa rimpiangere nulla

Il Pecorino è per chi cerca un’estate diversa. Meno da spiaggia, più da picnic sull’erba. Ha profumi di erbe, agrumi non troppo maturi, e quella mineralità che sa di pietra e vento. È fresco, ma non frivolo. E ha il passo perfetto per accompagnarti verso settembre.

  • Note: fieno, scorza d’agrumi, pesca acerba
  • Pairing: torta rustica di zucchine, ricotta salata, insalata di ceci e limone
  • Etichette da conoscere: Cataldi Madonna, Tiberio, Torre dei Beati

Perché ora: è l’ombra leggera sotto cui fare pace con il rientro.

Il vino come àncora, il calice come rito

Non devi scegliere subito l’autunno. Puoi restare sospeso, per qualche sera ancora, tra le ultime cicale e il primo cardigan. I vini giusti ti aiutano a farlo: senza nostalgia, ma con un senso profondo di continuità.

Un calice che sa ancora di mare è il modo più elegante per ricordarti che l’estate non è finita, se non vuoi che lo sia.

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