L’impatto socio-economico di Coca Cola in Italia

coca cola

Nell’universo delle bevande zuccherate e dei cocktail come il Long Island o il Cuba Libre, pochi gusti sono stati in grado di conquistare cuori e palati come Coca-Cola. Non si tratta solamente di un piacere per il gusto, Coca Cola è anche un attore chiave nel panorama socio-economico italiano. A dimostrarlo è la ricerca condotta dalla SDA Bocconi nel 2020, capace di gettare luce su come Coca-Cola stia contribuendo al tessuto sociale ed economico del nostro paese.

Un’onda di impatto economico e occupazionale

Dall’alto dei suoi 870 milioni di euro generati nel 2020, Coca-Cola si posiziona come una delle realtà più influenti in Italia. Questo non è solo un sorso di numeri: rappresenta lo 0,05% del PIL nazionale. Non solo un bicchierino.

Queste risorse non si limitano a gonfiare il portafoglio della grande azienda, ma si diffondono come un effervescente fiume nelle tasche delle famiglie, nelle casse delle imprese e persino nello Stato.
Oltre 22.000 posti di lavoro si sono materializzati direttamente dalla sua opera e dalle sinergie che crea nell’indotto.
In parole povere, Coca-Cola è un po’ come quell’amico che una tantum paga da bere per tutti.

Inclusione e parità di genere

E’ importante menzionare che l’impresa è riuscita a ottenere dei risultati interessanti anche sul fronte della parità di genere. Rispetto alla media nazionale nel settore delle bevande, Coca Cola impiega più donne, ma non è finita qui. Molte di loro occupano posizioni dirigenziali: con esattezza, il 44% in più rispetto alla media delle imprese attive in Italia.


Sul fronte degli stipendi, invece, conforta sapere che a parità di qualifica, nell’azienda si registra una minor sperequazione tra la remunerazione dei dirigenti e quella delle altre categorie.

Un sorso di storia

Ma Coca-Cola è più di un semplice nome. È un pezzo di Italia. Questa bevanda è diventata parte della nostra cultura, una componente del nostro panorama economico e occupazionale. Se non dovesse più esistere, oltre a svuotare il nostro frigorifero di bibite, vedremmo crescere il numero dei disoccupati, e non di poco.

Regione per regione, il quadro cambia: in Piemonte, Lombardia, Veneto, Abruzzo, Campania, Basilicata e Sicilia, si avrebbe un aumento della disoccupazione che andrebbe dallo 0,3% al 5,3%.
Insomma, non solo lattine vuote, ma anche posti di lavoro in meno.

La “bolla” Covid e la risposta di Coca-Cola

Non possiamo ignorare il grande elefante nella stanza: la pandemia. Nonostante il trambusto del Covid-19, Coca-Cola ha dimostrato di avere più di una risposta. Non solo ha contribuito ad aiutare le famiglie distribuendo 2,8 milioni di euro, ma è rimasta al fianco di bar e ristoranti, reinvestendone oltre 2,5 milioni nel settore Horeca, al fine di supportare gli esercenti commerciali in difficoltà.
Una bevuta dal sapore di resilienza.

Un sorso di futuro

Oltre a tutto ciò, Coca-Cola si è impegnata a costruire relazioni a lungo termine, a supportare iniziative di inclusione, sostenibilità ed educazione. Con oltre 4,4 milioni di euro investiti in progetti, l’impresa ha dimostrato di avere a cuore anche le comunità locali.

Insomma, quella lattina che abbiamo sempre visto come un semplice piacere di gusto è in realtà una bevanda che ha un impatto socio-economico non indifferente. Coca-Cola è più di una bibita: è una parte dell’Italia.

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