Il Vin Santo è il vino dolce più frainteso d’Italia
Per decenni è stato relegato a souvenir da scaffale, accompagnato da cantucci secchi e memorie stanche. Ma il vero Vin Santo – quello fatto come si deve, da uve appassite, con fermentazioni lentissime e anni di botte – è uno dei vini più emozionanti e profondi del mondo.
Nel 2025, alcune aziende toscane e umbre continuano a produrlo come si faceva una volta: uve stese a mano, caratelli scolmati, pazienza e silenzio.
Noi di 7PM abbiamo scelto 3 bottiglie che dimostrano cosa può essere oggi il Vin Santo: non un ricordo, ma un ritorno consapevole.
Come servirlo bene
Temperatura
- 12–14 °C, non freddo da frigo, non caldo da caminetto
Bicchiere
- Piccolo calice da ossidativi o da passito (no flute, no bicchierini da grappa)
Con cosa si abbina davvero
- Erborinati, cioccolato fondente, foie gras, crostate di castagne
- Ottimo anche con mandorle salate, formaggi a latte crudo, meditazione
Le 3 bottiglie di Vin Santo da bere nel 2025
Avignonesi – Vin Santo di Montepulciano DOC 2002
Valiano (SI), Toscana
Prezzo: 80–90 € (375 ml)
Perché l’abbiamo scelta
Perché è il Vin Santo che ha alzato l’asticella. Il 2002 (attualmente in commercio) è stato in caratello per 18 anni. Sì, diciotto. Profuma di fico secco, tamarindo, spezie orientali, caffè, tabacco. Al palato è viscoso ma dritto, con freschezza lunghissima e un finale che sa di corteccia e sale.
La cantina
Avignonesi ha scommesso sul Vin Santo quando tutti lo davano per morto. Lavorano in biodinamica, raccolgono uve appassite naturalmente e lasciano fermentare senza interventi, in caratelli sigillati con lieviti madre.
Etichetta
Uve Malvasia e Trebbiano, appassimento su graticci, fermentazione spontanea, affinamento 18 anni in caratello scolmo. Nessuna aggiunta.
Premi: 97/100 DoctorWine, 95 Decanter, Top 100 Falstaff.
Come berlo
Con erborinati importanti, cioccolato 85%, oppure da solo. È un vino che non ha bisogno di accompagnamento.

Isole e Olena – Vin Santo del Chianti Classico DOC 2009
Barberino Tavarnelle (FI), Toscana
Prezzo: 50–55 € (375 ml)
Perché l’abbiamo scelta
Perché è il Vin Santo elegante. Profumi di dattero, nocciola tostata, caramello salato, fiori secchi. In bocca è dolce ma non stucchevole, con acidità che lo tiene vivo. Il 2009 è pronto, ma può reggere altri dieci anni.
La cantina
Paolo De Marchi ha fatto la storia del Chianti Classico moderno. Anche il suo Vin Santo segue la via del rigore: appassimento lento, fermentazione naturale, affinamento senza interventi.
Etichetta
Trebbiano e Malvasia, appassimento naturale, 7 anni in caratelli, 2 in bottiglia. Nessuna chiarifica.
Premi: Slow Wine 2025, 94/100 Winescritic, segnalato da Le Rouge & le Blanc.
Come berlo
Con castagne bollite e burro salato, con pecorini stagionati, o mentre fuori piove piano.

Fattoria di Rignana – Vin Santo del Chianti Classico 2013
Greve in Chianti (FI), Toscana
Prezzo: 28–30 € (375 ml)
Perché l’abbiamo scelta
Perché è una chicca artigianale, sincera, con grande equilibrio. Il 2013 ha profumi di miele di castagno, scorza d’arancia, caffè. Al palato è morbido ma nervoso, con una salinità in chiusura che lo rende gastronomico.
La cantina
Piccola realtà nel cuore del Chianti Classico. Lavorano con fermentazioni spontanee e affinamenti lunghissimi. Il Vin Santo viene imbottigliato solo quando “parla da solo”.
Etichetta
Trebbiano e Malvasia, appassimento in fruttaio, 10 anni in caratello scolmo.
Premi: 2 Bicchieri Rossi Gambero Rosso, 93 Falstaff, Slow Wine.
Come berlo
Con crostata di noci, fegatini, o un libro che sai già che ti piacerà.

In sintesi
Il Vin Santo non è un vino da fine pasto: è un vino da fine giornata.
Queste 3 bottiglie lo dimostrano: fatte come una volta, con la testa di oggi.
Non sanno di nonna. Ma sanno di casa, di tempo e di come si aspetta qualcosa di buono.
