Il Sagrantino è il vino che non fa sconti
È uno dei vitigni più tannici al mondo. Denso, scuro, silenzioso. Per anni lo abbiamo considerato troppo “duro”. Ma quando è fatto bene, con tempo, attenzione e senza volerlo addomesticare, il Sagrantino è uno dei vini più emozionanti d’Italia.
Profuma di incenso, di sottobosco, di liquirizia. Sa di terra, di tempo e di riti antichi. È un vino da solitudine fertile, da tavole piene, da camini accesi. Perfetto per l’inverno, ma anche per chi ama il vino che non cerca di piacere.
Nel 2025, le etichette migliori di Montefalco mostrano una nuova maturità: meno muscoli, più respiro. Abbiamo scelto 3 bottiglie che raccontano cosa può diventare il Sagrantino quando trova il giusto equilibrio tra potenza e profondità.
Come servire il Sagrantino in inverno
Temperatura ideale
- 17–18 °C, meglio se aperto 1–2 ore prima, oppure decantato
Bicchiere consigliato
- Ampio, tipo Bordeaux, o addirittura un calice da Barolo
Abbinamenti perfetti
- Brasati, cinghiale, stufati, lenticchie, ragù di pecora
- Ottimo con piatti umbri classici, tartufi neri, formaggi a crosta lavata
- Funziona anche con cucina speziata e veg intensa (seitan brasato, cavolo nero)
Le 3 bottiglie di Sagrantino da bere nel 2025
Arnaldo Caprai – Montefalco Sagrantino “25 Anni” 2018
Montefalco (PG), Umbria
Prezzo: 55–60 €
Perché l’abbiamo scelta
Perché è la bottiglia che ha riscritto il destino del Sagrantino. Nata per celebrare il 25° anniversario della cantina, è diventata l’icona del vitigno. L’annata 2018 è complessa, elegante, con note di mora, rabarbaro, incenso e tabacco dolce. Tannino fitto, ma maturo.
La cantina
Marco Caprai ha guidato negli anni ’90 il “rinascimento” del Sagrantino, con consulenza di Attilio Scienza e grande investimento sulla qualità. “25 Anni” nasce da selezioni parcellari, affinamenti lunghi e grandissima coerenza stilistica.
Etichetta
100% Sagrantino, affinamento 24 mesi in barrique + 8 in bottiglia. Annata 2018 in commercio nel 2025.
Premi: Tre Bicchieri Gambero Rosso, 95/100 Winescritic, Top 100 Falstaff 2024.
Come berlo
Con guancia di manzo brasata, zuppa di legumi e tartufo, pecorino di Norcia stagionato. Vino da sera lunga.

Paolo Bea – Montefalco Sagrantino “Pagliaro” 2017
Bevagna (PG), Umbria
Prezzo: 65–70 €
Perché l’abbiamo scelta
Perché è il Sagrantino più spirituale d’Italia. Lungo affinamento, nessuna chiarifica, zero interventi. Il “Pagliaro” 2017 è carnale, terroso, vibrante. Profuma di prugna secca, terra bagnata, cuoio, alloro. La bocca è potente, ma mai forzata.
La cantina
Paolo Bea è il maestro del vino naturale umbro. I suoi vini escono anni dopo la vendemmia, solo quando sono pronti. Il Sagrantino è lavorato come un essere vivente: niente chimica, niente forzature. Le etichette sono scritte a mano, le bottiglie sono vere.
Etichetta
Sagrantino 100%, 45 giorni di macerazione, affinamento 12 mesi in acciaio + 24 in botte grande. Nessuna chiarifica, solfiti minimi.
Premi: segnalato da Le Rouge & le Blanc, 96/100 da Wine Advocate, Slow Wine 2025.
Come berlo
Con piatti lenti, cucina contadina, pane nero e lardo. O da solo, con una notte davanti.

Fongoli – Montefalco Sagrantino “Fracanton” 2019
Montefalco (PG), Umbria
Prezzo: 33–36 €
Perché l’abbiamo scelta
Un Sagrantino biodinamico, profondo, personale. “Fracanton” 2019 ha note di ribes nero, spezie orientali, liquirizia e humus. Tannino presente ma gentile. Un rosso potente ma leggibile, anche per chi si avvicina per la prima volta al vitigno.
La cantina
Fongoli lavora in biodinamica certificata, con vigneti storici e vinificazioni non interventiste. Il Sagrantino “Fracanton” proviene da una parcella unica con piante vecchie e terreno argilloso-calcareo.
Etichetta
Fermentazione spontanea, macerazione lunga in cemento, affinamento in botti grandi per 36 mesi. Zero chiarifica, filtrazione gravità.
Premi: Slow Wine 2025, 92/100 da Winescritic.
Come berlo
Con stracotto, polenta con spuntature, ceci e cavolo nero. Vino per cene profonde e cuori ampi.

In sintesi
Il Sagrantino non è un vino da tutti i giorni. È un vino da inverno, da tempo, da attenzione.
Queste 3 bottiglie ne raccontano tre visioni: il classico impeccabile, il naturale radicale, l’artigianale contemporaneo.
Tre modi diversi di dire la stessa cosa: l’Umbria ha un cuore scuro. E batte forte.
