Le 3 bottiglie di Montepulciano d’Abruzzo da bere in autunno

Le 3 bottiglie

Un rosso generoso, profondo, tutto terra e visciole. Ma con grazia.

Il Montepulciano d’Abruzzo è il grande rosso accessibile

Non è un vino da nicchia, ma può essere un vino d’autore. Ha colore profondo, tannino maturo, acidità che regge bene il tempo. E se lavorato bene, può evolvere per dieci o vent’anni.
In autunno trova la sua stagione naturale: è vino da piatti caldi, da foglie secche, da camini aperti e taglieri veri. Il suo frutto scuro e la sua vena sapida si sposano con ogni comfort food da ottobre in poi.

Nel 2025 abbiamo scelto 3 bottiglie top: rappresentano le tre anime del Montepulciano d’Abruzzo. Tutte da bere senza fretta.

Come servirlo al meglio

Temperatura

  • 16–18 °C, meglio se lasciato respirare mezz’ora

Bicchiere

  • Calice ampio da rosso strutturato

Con cosa si abbina

  • Arrosticini, polenta con sugo di agnello, lasagne, ragù, funghi, lenticchie
  • Ottimo anche con pecorini stagionati, piatti speziati, cacciagione

Le 3 bottiglie di Montepulciano d’Abruzzo da bere nel 2025

Emidio Pepe – Montepulciano d’Abruzzo 2018

Torano Nuovo (TE), Abruzzo
Prezzo: 60–65 €

Perché l’abbiamo scelta
Perché è il Montepulciano più iconico, capace di invecchiare decenni. Il 2018 è già armonico: profumi di visciole, liquirizia, terra bagnata, erbe amare. Al palato è profondo, con tannino levigato, struttura elegante e lunghissima chiusura.

La cantina
Emidio Pepe è leggenda del vino naturale in Italia. Fermentazioni spontanee, pigiatura a piedi, affinamento in cemento. Le bottiglie escono dopo anni, spesso decantate e imbottigliate a mano.

Etichetta
Montepulciano in purezza, 24 mesi in cemento, nessuna filtrazione. Biodinamico certificato.
Premi: 96/100 Winescritic, Slow Wine 2025, top 10 rossi italiani (Falstaff).

Come berlo
Con agnello al forno, zuppa di farro e salsiccia, oppure a fine giornata. Con calma.

Tiberio – Montepulciano d’Abruzzo 2022

Cugnoli (PE), Abruzzo
Prezzo: 24–26 €

Perché l’abbiamo scelta
Perché è il Montepulciano contemporaneo: preciso, minerale, verticale. Profumi di amarena, pepe nero, tabacco dolce. In bocca è succoso, sapido, molto elegante. L’annata 2022 ha grande bevibilità e profondità.

La cantina
Cristiana Tiberio guida una delle realtà più serie d’Abruzzo. Attenzione maniacale a vigne, fermentazioni, tempi. Il Montepulciano qui è fine, non muscoloso.

Etichetta
Fermentazione in acciaio, affinamento su fecce fini. Vigna ad alta quota, suoli calcarei.
Premi: 93/100 Falstaff, 2 Bicchieri Rossi Gambero Rosso.

Come berlo
Con polpette al sugo, pizza con ventricina, funghi alla brace. Vino da autunno quotidiano.

Valentini – Montepulciano d’Abruzzo 2015

Valentini – Montepulciano d’Abruzzo 2015

Loreto Aprutino (PE), Abruzzo
Prezzo: 120–140 €

Perché l’abbiamo scelta
Perché è il Santo Graal del Montepulciano: raro, potente, profondo. Non è sempre facile trovarlo, ma l’annata 2015 (ancora reperibile) è una delle più affascinanti: frutto scuro, spezie, incenso, cuoio. Sorso largo, tannino presente, eleganza commovente.

La cantina
Valentini non ha sito, non rilascia interviste, non partecipa a fiere. Ma ogni bottiglia è un evento. Il vino è fatto in modo tradizionale, con fermentazioni lente e affinamenti lunghissimi in legni grandi.

Etichetta
Montepulciano 100%, fermentazione spontanea, affinamento in legno per diversi anni. Nessuna chiarifica.
Premi: 97/100 DoctorWine, 3 Stelle Veronelli, Top 10 Bibenda 2025.

Come berlo
Con le occasioni vere. Con brasati, selvaggina, cibi da inverno. O in silenzio, con chi lo capisce.

In sintesi

Il Montepulciano d’Abruzzo è un grande rosso italiano: accessibile, gastronomico, longevo.
Queste 3 bottiglie lo raccontano nella sua forma più alta. Da bere quando fuori cadono foglie e dentro serve sostanza.

Divertiti con noi

iscriviti alla newsletter

Hai già letto anche questi?

I 4 vini da neve che sanno di legno, silenzio e camino
Queste 4 bottiglie scaldano. Aprile quando senti che fuori c’è bianco. E dentro legno.
Le 3 pálinka autentiche da provare
Non sono liquori da aperitivo: sono distillati che parlano di frutteti, di nonni, di confini e di fermentazioni spontanee.
Le 3 bottiglie di Vin Santo che non sanno di nonna
Sanno di tempo, silenzio, miele di castagno e pioggia lenta. Dolcezza che non consola ma racconta.
Astemi di stagione: il nuovo lusso degli analcolici che non sembrano rinunce
Brindare con un fermented apple shrub o con un cordial di melograno e spezie
Distillati per il 26 dicembre
Non per brindare. Per restare. Cinque bottiglie da aprire il giorno dopo, quando il silenzio diventa il miglior modo di bere.
Il ritorno del punch: la grande bevuta collettiva delle feste
Per anni relegato nei ricettari polverosi delle nonne anglosassoni, il punch è tornato protagonista