Nel 2025, l’aperitivo non è più (solo) per giovani. Gli over 60 bevono meglio, più spesso e in modo più consapevole. E forse dovremmo prendere appunti.
Fino a qualche anno fa, l’immaginario dell’aperitivo era dominato da bicchieri instagrammabili, banconi hipster e Spritz XL. Oggi le cose stanno cambiando, e a segnare la rotta è una generazione che ha vissuto la Dolce Vita, ha attraversato il boom economico e ora sceglie di bere con lentezza, gusto e memoria.
Secondo i dati dell’Osservatorio Unione Italiana Vini (UIV), nel 2024 gli over 65 che partecipano abitualmente all’aperitivo hanno superato in numero gli under 24: 2,7 milioni contro 2,5 milioni. Ma il dato va letto nel contesto: in Italia gli over 65 rappresentano una fetta più ampia della popolazione, e questo si riflette anche nelle abitudini di consumo. Il dato non mente, però: gli over 65 stanno tornando protagonisti del bere fuori casa.
Non è movida, è misura
Chi parla di “movida boomer” forse immagina una moda da etichettare. In realtà, il fenomeno ha radici profonde: gli over 60 non stanno imitando i giovani, ma stanno riportando l’aperitivo a una dimensione più rilassata, conviviale, senza eccessi. Quella del piacere di stare insieme, del bere con qualità, del tempo che si dilata invece di accelerare.
Dai dati dell’Istituto Superiore di Sanità (relazione 2023), aggiornati al 2024:
- Il consumo tra over 65 è in crescita, ma è più moderato e attento alla qualità.
- Cresce la preferenza per bevande a bassa gradazione alcolica, vini locali e cocktail classici.
- Si osserva una minore incidenza di binge drinking rispetto alle generazioni più giovani.
Un bar diverso, una socialità nuova
Cosa cercano gli over 60 nei locali? Non certo i tavolini traballanti delle 19:30. Ma:
- luoghi tranquilli, ben serviti, con sedute comode e luci morbide;
- personale preparato, che sa proporre senza pressare;
- cibo vero, non stuzzichini da copertura.
Secondo WineCouture (2024), la generazione boomer spende in media il 18% in più a uscita, ma riduce il numero complessivo di uscite settimanali. L’esperienza vale più della quantità.
Cosa bevono e cosa possiamo imparare
Il consumo alcolico degli over 60 non segue le mode, ma una logica personale e affilata. È un bere meno appariscente, più coerente con il contesto, più attento all’equilibrio. Tra le scelte più diffuse:
- Vermouth classico, secco o rosso, servito con scorza d’arancia;
- Americano, nella versione tradizionale;
- aperitivi analcolici o low alcol: bitter botanici, tonici secchi, infusioni leggere.
È un modo di bere che ha più a che fare con l’identità che con l’immagine. E che forse ha qualcosa da insegnare anche a chi ordina solo in funzione dell’inquadratura.
L’aperitivo generazionale è un modello
Nel 2025, l’Italia è uno dei paesi europei con la popolazione più longeva e con una domanda crescente di esperienze sociali di qualità per over 60. L’aperitivo è uno spazio privilegiato per questo incontro: tra generazioni, gusti e ritmi diversi.
Il paradosso? Mentre il marketing punta tutto sulla Gen Z, sono i boomer a tenere vivi i conti dei bar. Con memoria, gusto e presenza.
Un brindisi che sa invecchiare bene
Non serve essere “boomer dentro” per apprezzare questa tendenza. Basta guardarla per quello che è: una nuova centralità sociale che mette al centro la qualità, la compagnia e la misura.
E se la prossima volta al bar vedi un signore con un calice di Marsala o una signora che ordina un Vermouth con ghiaccio, non pensare che sia nostalgia.
È competenza liquida.
E merita rispetto.
