Il mio nome è Emilia del Valle di Isabel Allende

Rosy Cocktail Elegance

Il drink che sa di donne, esilio e radici che non si strappano mai

Cosa c’è di meglio che ritagliarsi un momento tutto per sé, con un libro appassionante tra le mani e un cocktail perfetto da sorseggiare?
Che tu voglia evadere, riflettere o semplicemente rallentare il ritmo, abbiamo scelto per te gli abbinamenti ideali: pagine che lasciano il segno e drink che ne amplificano l’atmosfera.
Benvenuto nei nostri “cocktail letterari”: letture che si bevono e cocktail che si leggono.

Perché ti consigliamo questo libro

Perché è il ritorno di Allende alla grande narrazione intergenerazionale, quella che passa da madre a figlia, da terra a cuore.
Perché è un libro che parla di identità e appartenenza, senza mai dimenticare il corpo, il desiderio, il dolore.

“Il mio nome è un’eredità, ma anche una dichiarazione.”

Se ti piace Allende quando unisce storia, affetti e battiti, questo è il suo romanzo più maturo degli ultimi anni.

Il libro

Il mio nome è Emilia del Valle segue la protagonista attraverso due continenti, tre epoche e una lunga serie di eventi che intrecciano rivoluzioni politiche, fughe familiari, rinascite private.

C’è la lingua dell’esilio. L’educazione sentimentale di chi nasce senza sapere da dove viene.
C’è la sensualità che non chiede scusa. E c’è il potere del racconto orale, delle storie tramandate da chi ha resistito.

Come spesso in Allende, la protagonista diventa la memoria viva del suo tempo, attraversando il dolore con una grazia piena di spine.

Il cocktail: Rosada del Valle

Un drink floreale, femminile, profondo. Sembra delicato, ma lascia il segno.
Unisce radici sudamericane con un’eleganza europea, come la protagonista.

Ingredienti:

  • 30 ml pisco
  • 30 ml liquore ai fiori di sambuco
  • 15 ml succo di pompelmo rosa
  • 10 ml succo di lime
  • 5 ml sciroppo di rosa
  • top di prosecco
  • petali edibili per guarnire

Preparazione:

Shakerare pisco, sambuco, pompelmo, lime e sciroppo. Filtrare in coppa e colmare con prosecco ghiacciato.
Guarnire con petali rosa o una fettina di pompelmo.

Perché funziona

  • Il pisco è la radice andina, la voce del Sud.
  • Il sambuco è la dolcezza dell’ascolto.
  • Il pompelmo rosa è il contrasto che salva.
  • Il lime è memoria viva.
  • La rosa è tutto quello che si tramanda senza bisogno di spiegazioni.

È un cocktail che sembra poesia.

Da bere mentre leggi

Bevilo quando senti di essere in più luoghi insieme — nel passato e nel presente, dentro e fuori te stessa.
Quando stai leggendo di una madre che tace troppo, o di una figlia che ascolta tutto.
Quando hai bisogno di un sorso che ti ricordi da dove vieni, anche se non ci sei mai stata.

È un drink che non consola, ma riconnette. Come certe storie raccontate al buio, davanti a una finestra aperta.

Divertiti con noi

iscriviti alla newsletter

Hai già letto anche questi?

I 4 vini da neve che sanno di legno, silenzio e camino
Queste 4 bottiglie scaldano. Aprile quando senti che fuori c’è bianco. E dentro legno.
Le 3 pálinka autentiche da provare
Non sono liquori da aperitivo: sono distillati che parlano di frutteti, di nonni, di confini e di fermentazioni spontanee.
Le 3 bottiglie di Vin Santo che non sanno di nonna
Sanno di tempo, silenzio, miele di castagno e pioggia lenta. Dolcezza che non consola ma racconta.
Astemi di stagione: il nuovo lusso degli analcolici che non sembrano rinunce
Brindare con un fermented apple shrub o con un cordial di melograno e spezie
Distillati per il 26 dicembre
Non per brindare. Per restare. Cinque bottiglie da aprire il giorno dopo, quando il silenzio diventa il miglior modo di bere.
Il ritorno del punch: la grande bevuta collettiva delle feste
Per anni relegato nei ricettari polverosi delle nonne anglosassoni, il punch è tornato protagonista