Il costo delle guerre: perché il tuo Negroni potrebbe aumentare di nuovo

Il costo della pace

L’Osservatorio 7PM analizza l’impatto delle guerre globali sul prezzo dei cocktail e del buon bere

Sembra un gioco di parole, ma è macroeconomia liquida: la pace ha un costo e le guerre lo moltiplicano. In uno scenario mondiale segnato da conflitti e instabilità (Ucraina, Medio Oriente, Mar Rosso), i prezzi delle materie prime e della logistica stanno colpendo anche il settore più conviviale: la mixology.

E no, non è solo una questione di lusso. Il tuo Negroni rischia di costare di più per motivi molto concreti.

Vetri, tappi e vermouth: cosa sta davvero aumentando

Vetro e packaging: la crisi energetica legata alla guerra in Ucraina ha fatto salire i costi di produzione del vetro fino al +70% tra 2022 e 2023.

Tappi e capsule: stagnazione del mercato europeo dell’alluminio e instabilità nei porti asiatici (a causa del blocco nel Mar Rosso) hanno reso più difficile e cara l’importazione.

Vermouth: molte cantine piemontesi e toscane produttrici di vino base per vermouth hanno subito riduzioni produttive a causa della siccità e dell’incremento dei fertilizzanti (a loro volta dipendenti dal gas russo).

Risultato? Un aumento medio del 12-15% sui costi di produzione dei principali componenti del Negroni.

La logistica è diventata un labirinto

Le guerre moderne colpiscono le navi, non solo i soldati. Il blocco navale nel Mar Rosso ha costretto centinaia di cargo a circumnavigare l’Africa, con un +40% sui tempi e un +34% sui costi di spedizione.

Anche spedire un bitter artigianale da Milano a New York oggi costa il 28% in più rispetto al 2021.

Nel frattempo, molte distillerie medie italiane stanno rinunciando ad alcuni mercati esteri o tagliando linee di prodotto meno redditizie.

L’inflazione nascosta nel bicchiere

Se non hai visto aumentare i prezzi dei cocktail nel tuo bar preferito è perché:

  • il barista ha assorbito i rincari (per ora);
  • ha cambiato marchi o dosaggi (senza dirtelo);
  • oppure il menu è già stato aggiornato, ma in modo invisibile (meno garnishes, bicchieri più piccoli).

Secondo l’Osservatorio 7PM, il costo medio di un Negroni standard in città come Milano, Torino e Roma è cresciuto del 18% dal 2021, passando da 7,50 a 8,90 euro circa.

Il Negroni resisterà?

Probabilmente sì. Ma a cambiare sarà l’offerta intorno:

  • più cocktail ispirati al Negroni, ma con prodotti locali o meno costosi;
  • rinascita di vermouth e bitter regionali (anche analcolici);
  • più attenzione alla filiera corta, anche nel bere miscelato.

La guerra ha impattato anche le scorte di bar e distillerie: in molti casi si è passati da una selezione basata sul gusto a una più attenta alla sostenibilità complessiva del drink, dalla filiera al trasporto.

Conclusione

Non c’è Negroni senza mondo.

Ogni ingrediente, ogni bottiglia, ogni sorso arriva da filiere complesse. E oggi, più che mai, quelle filiere sono fragili. Il tuo prossimo brindisi avrà più sapore, se saprai cosa c’è dietro.

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