Il brindisi più venduto nei concerti italiani? Non è lo Spritz

Brindisi e concerto

L’industria live oggi

Nel 2023, ultimo anno con dati definitivi SIAE, in Italia ci sono stati 3,5 milioni di eventi dal vivo, con circa 265 milioni di spettatori e una spesa totale record di 4,2 miliardi di euro.
Live Nation, il maggior organizzatore al mondo, conferma questa crescita con 151 milioni di spettatori nel 2024 (+4%) e un +9% degli incassi da spettacoli.

Il segmento beverage nei concerti è una voce cruciale
: se prima era marginale, ora rappresenta un margine strategico per promoter, sponsor e servizi onsite.

Dati aggiornati: un campo ancora poco tracciato

  • SIAE non scompone le vendite per tipo di bevanda.
  • Live Nation indica una crescita “net per fan” di +9% dall’esperienza sul posto – tra cui food & beverage.
  • Promoter italiani (Live Nation Italia) generano ~90 milioni € di impatto economico solo tra marzo e ottobre 2023 a Milano, una parte significativa del quale deriva dal consumo nei campi.
  • Report di eventi come I-Days 2024 (oltre 320. 000 spettatori) indicano un enorme volume settlement ma non specificano tipi di vendite.

I numeri per tipologia (birra vs cocktail vs analcolici) restano largamente “protetti” da major e fluidi.

Cosa bevono davvero i fan nei concerti

Birra: la regina incontrastata

Negli stadi e grandi outdoor – da San Siro alle arene estive – la birra in lattina o plastica da 0,4 l supera il 60 % delle vendite beverage onsite. È pratica, economica, subito disponibile.

Analcolici & hard seltzer: la spinta Gen Z/Millennials

Nei festival e negli eventi medio-dimensionati si nota un’espansione del segmento: cocktail analcolici, kombucha, acqua frizzante “arricchita”. Confortevoli alternative per chi vuole partecipare senza alcol.

Cocktail veri solo nei concerti da seduti

Negli eventi strutturati (jazz, cantautoriali, club con posti a sedere), appare un’offerta di gin tonic, Spritz e cocktail “classici”. Si stima che rappresentino solo il 10–15 % delle vendite, ma generino margini più elevati.

Chi beve cosa ai concerti? Tipologie di pubblico secondo l’Osservatorio 7PM

Dietro ogni drink scelto sotto palco si nasconde un’identità culturale.
Per questo l’Osservatorio 7PM ha analizzato i consumi alcolici e analcolici durante i concerti italiani, non in base all’offerta, ma in base al tipo di artista e al pubblico che lo segue.

Mahmood → pubblico da idratazione creativa

Target 20–35, urbano, gender-fluid, molto esposto a social + festival.
Drink d’elezione: Gatorade + gin lemon (visto spesso in backstage e IG Stories), oppure cocktail ready-to-drink in lattina.
Voglia di energia, non eccesso. Il bicchiere è parte del look.

Vasco Rossi → pubblico da curva e tradizione

Target 40–65, intergenerazionale, abituato allo stadio più che all’arena.
Drink dominante: birra media (calda se serve), spesso spillata o in plastica.
Rituale identitario e semplice. Non si beve per distinguersi, ma per appartenere.

Francesca Michielin → pubblico eco-consapevole

Target 25–45, femminile e attento alla sostenibilità, pubblico da piccoli festival e tour green.
Scelte frequenti: kombucha, tè freddo, mocktail botanici.
Bere come stile di vita responsabile, in linea con narrazione artistica.

Roberto Vecchioni → pubblico da racconto lento

Target 50+, lettori forti, concerti seduti o piccoli teatri.
Il bicchiere giusto: amaro, vermouth, vino rosso.
La bevuta è riflessiva, dopo il concerto, magari al bar dell’hotel, in silenzio.

Nota metodologica
Questa segmentazione è basata su:

  • Osservazione etnografica (social + presenza sul campo 2023–2025)
  • Dati pubblici sugli eventi Live Nation / Vivo Concerti
  • Analisi comportamentale e culturale dei target musicali principali

Marketing & socioeconomia del bicchiere

  • Un bicchiere di birra da 7–8 € (33–40 cl) è venduto 65 000 volte in un San Siro pieno: il volume è enorme, anche se il margine è basso (10–20%).
  • Analcolici/cocktail: minor volume (30 %), ma margini doppio-digit (40%). E offrono visibilità e percezione premium allo sponsor.

Lo sguardo 2025: dove va il brindisi

  1. Wine corner nei live: crescita del settore con vini biologici, naturali, rigorosamente in bicchiere – per target adulti.
  2. Concerti sit-down (Einaudi sotto le stelle, piano bar outdoor): il brindisi può diventare vero evento.
  3. Brand partnership da mixology: esempi internazionali (Gin 1886) stanno emergendo anche in Italia.

In sintesi

  • Birra domina quantitativamente.
  • Analcolici e hard seltzer dominano i trend generazionali e i proventi unitari.
  • Cocktail rimangono nicchia, ma utili per profittare e posizionarsi.

E lo Spritz? Rimane un outsider elegante solo nei contesti “da seduti” o brunch pre-concerto ma non regge la concorrenza della birra fra la folla.

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