I nuovi cocktail estivi che berremo ovunque. Spoiler: c’è meno alcol e più carattere

Close up botaniche, bicchiere e bottiglia

L’estate 2025 è alle porte, e con lei arriva una nuova ondata di cocktail che cambiano le regole del gioco. Dimentica l’idea che “estivo” significhi solo qualcosa di fresco, dolce e colorato. Si beve meglio, si beve con più consapevolezza, e soprattutto si sceglie qualcosa che dica chi siamo, senza bisogno di troppe parole.

I cocktail diventano leggeri, ma non per questo meno intensi. Al contrario: ogni ingrediente è lì per raccontare qualcosa. Più botaniche, meno zuccheri, alcol calibrato e una ricerca del gusto che parte dalla terra, passa per l’artigianalità e arriva al bicchiere con eleganza.

Se ti stai chiedendo cosa troverai nei menù dei bar più attenti — da Milano a Lisbona, passando per la Grecia, Marsiglia e i lidi italiani — ecco quello che devi sapere sulle tendenze cocktail dell’estate.

1. Meno alcol, più personalità

La filosofia è chiara: “drink less, drink better”. Questo non significa rinunciare al piacere, ma saperlo scegliere con più intelligenza. Le carte cocktail si popolano di combinazioni leggere ma raffinate: vermouth secchi, amari gentili, sake freschi, vini fortificati come sherry e porto, infusi di tè verde o kombucha artigianale.

Sono cocktail che non stordiscono, ma raccontano. Che si fanno bere con calma, magari guardando il mare o chiacchierando in terrazza. Vuoi un esempio? Prova un White Americano (vermouth bianco, bitter chiaro e soda), oppure un “Tè&Tonic” con un gin al Darjeeling: aromatico, floreale, elegantemente insolito.

2. Botanico è il nuovo tropicale

Scordati le bombe esotiche cariche di frutti della passione e ananas: quest’estate si parla la lingua delle erbe. Il verde domina: basilico, salvia, rosmarino affumicato, menta piperita, cetriolo in mille forme. È un mix che profuma di orto mediterraneo, ma con twist nordici o montani, grazie a bitter artigianali che sanno di bosco o di scogliera.

Il cocktail che incarna questo trend? Il Basil Smash, rivisitato all’infinito: con limone, pepe rosa, finocchietto selvatico. È fresco, profondo, e ha un’energia tutta sua.

3. Il ghiaccio diventa protagonista

Un dettaglio? Forse. Ma il ghiaccio, oggi, è parte della narrazione del drink. Sferico, cristallino, scolpito a mano. Oppure assente: alcuni cocktail vengono serviti da frigo, direttamente on the rocks, magari con un twist affumicato o un aroma frozen che cambia tutto.

Tra i nuovi cult dell’estate c’è lui: il “Frozen Paloma”. Tequila, succo di pompelmo, ghiaccio tritato speziato, un po’ di sale affumicato sul bordo. Fresco, deciso, inaspettato.

4. Nuovi spirits (finalmente)

Il gin rimane un protagonista, ma non è più solo in scena. Entra in gioco il mezcal, con il suo fascino affumicato e seducente. L’aquavit, importato dalle tavole scandinave, conquista bartender e appassionati per le sue note erbacee e complesse. E poi ci sono i liquori nostrani: genziana, nocino, amari contadini che tornano dal passato con una nuova luce.

Tutto si muove verso una riscoperta delle radici, un ritorno al territorio. Il vermouth fatto in casa è tornato di moda: profumato, denso, personale. Come una confidenza versata in un bicchiere.

5. Bollicine con carattere

Non è solo uno spritz. I cocktail sparkling diventano più verticali, gastronomici, quasi da degustazione. Si usano bollicine a dosaggio zero, liquori naturali, infusi fermentati o homemade. Il risultato? Cocktail effervescenti che non cercano l’effetto wow, ma la profondità.

Sono lunghi, eleganti, capaci di accompagnare una cena o una conversazione. Sanno di freschezza, ma anche di attenzione.

L’estate 2025 non sarà quella dei cocktail zuccherini e alcolici da bere di corsa.
Sarà l’estate della scelta, della cura, del gusto che non ha bisogno di urlare.
Berremo cocktail che parlano di noi, del nostro umore, del luogo in cui ci troviamo. Ricette pensate per durare, per restare in mente, per accompagnare.

E alla fine, sarà proprio quello il segreto del cocktail perfetto: non quello che ti stende sotto il sole, ma quello che ti accompagna nel tramonto. Fresco, consapevole e assolutamente tuo.

Divertiti con noi

iscriviti alla newsletter

Hai già letto anche questi?

I 4 vini da neve che sanno di legno, silenzio e camino
Queste 4 bottiglie scaldano. Aprile quando senti che fuori c’è bianco. E dentro legno.
Le 3 pálinka autentiche da provare
Non sono liquori da aperitivo: sono distillati che parlano di frutteti, di nonni, di confini e di fermentazioni spontanee.
Le 3 bottiglie di Vin Santo che non sanno di nonna
Sanno di tempo, silenzio, miele di castagno e pioggia lenta. Dolcezza che non consola ma racconta.
Astemi di stagione: il nuovo lusso degli analcolici che non sembrano rinunce
Brindare con un fermented apple shrub o con un cordial di melograno e spezie
Distillati per il 26 dicembre
Non per brindare. Per restare. Cinque bottiglie da aprire il giorno dopo, quando il silenzio diventa il miglior modo di bere.
Il ritorno del punch: la grande bevuta collettiva delle feste
Per anni relegato nei ricettari polverosi delle nonne anglosassoni, il punch è tornato protagonista