Distillazione tra scienza pagana e purezza musulmana

grappolo d'uva

Un grande impulso nell’evoluzione della distillazione arriva da Ipazia, una donna brillante della Grecia del 400 d.C. , che presto diventa la custode della “scienza pagana”, racchiusa nella grande Biblioteca di Alessandria d’Egitto

Questa ospitava migliaia di testi scientifici e di medicina ellenica ed era un polo molto importante per il sapere dell’epoca. Così tanto che non solo viene preso come riferimento dagli arabi, ma allarma i fanatici cristiani. Questi ultimi, rinnegando il potere della ragione, decidono di bruciare più di 40.000 volumi della Biblioteca.
Per rincarare la dose, qualche secolo dopo la morte di Maometto la religione musulmana convince sempre più fedeli nelle popolazioni arabe

Indovina un po’? A un certo punto anche loro distruggono la Biblioteca d’Alessandria, (quasi) completamente.
‘Quasi’ perché probabilmente prima di eliminare proprio tutto, i musulmani leggono qualche libro sulla distillazione e ne rimangono così affascinati da volerne perfezionare la tecnica. Nel 650 creano un moderno alambicco, strumento che in accordo con la loro religione, associano alla purezza dello spirito

La riconquista del tesoro perduto

Qualche secolo dopo, con la prima crociata in Terra Santa nel 1095,

i frati benedettini portano a casa una doppia vittoria: la conquista di Gerusalemme e con questa, anche il segreto della distillazione che custodiva gelosamente il popolo arabo.

Gli europei non possono non approfittare di un’occasione così grande per una rivincita.

Da qui in poi si inaugura una nuova florida stagione per la distillazione… scopri cos’è successo leggendo questo articolo!

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