Storia e origini, come e dove nasce la Rakija
La Rakija è un distillato tipo la vodka prodotto dalla fermentazione e distillazione della frutta, molto famoso nei Balcani. Il contenuto alcolico è al 65% ma può arrivare anche all’80%. È tipico dell’Albania, della Serbia, della Croazia, Bulgaria, Bosnia Erzegovina, Montenegro e Macedonia. Alcune tipologie vengono messe a fermentare nelle botti di legno e poi viene aggiunto un aroma che scurisce di molto il liquore fino a renderlo scuro.
In Serbia, Croazia, Bosnia, Macedonia e Montenegro viene utilizzato come aperitivo e si beve vicino a formaggi e salumi. In Bulgaria e Macedonia viene servito con l’insalata e le verdure in salamoia. Il Rakija Grejana viene invece servito caldo con miele e zucchero.
La Rakija è la bevanda tradizionale dei popoli slavi del Sud e viene utilizzata nei rituali religiosi dei Balcani. Dopo le cerimonie funebri cristiane ortodosse si è soliti servire un pezzo di pane di soda e un bicchiere di Rakija. Mentre si beve, brindando all’anima del defunto, si spruzza un po’ per terra e si dice Che Dio lo riceva per lui. Anche durante i matrimoni si usa questa bevanda che viene offerta a tutti gli invitati, serve a dividere la felicità degli sposi.
Nei Balcani viene utilizzato come gesto verso gli ospiti e spesso alle feste si utilizza riscaldare in grandi calderoni e poi servita a tutti.
La Rakia è arrivata nei Balcani secoli fa perché questo nome in realtà è di origine Araba, quindi probabilmente non sono stati i paesi dell’est a inventarla ma è più probabile che abbiano utilizzato qualche ricetta araba riformulata.
Come riconoscere una buona Rakija
Scegliere un buon prodotto è fondamentale per non avere un terribile mal di testa il giorno dopo. Ce ne sono di gusti molto diversi ma quelle migliori sono distillate due volte e hanno quindi una colorazione più consistente che tende verso l’ambrato.
Come si beve e come si serve la Rakija: in che bicchiere e con che guarnizioni
La Rakija è simbolo di convivialità per i paesi dell’est, si serve un bicchiere con una parte rotondeggiante sul basso e il collo molto, molto stretto. Difficilmente si trova al di fuori di questi Paesi, quindi si può utilizzare qualcosa di simile. Viene servita liscia, semplicemente versata e si gusta con gli amici. Ovviamente, oltre alla variante tradizionale c’è chi usa servirla con il ghiaccio e chi invece la beve calda. Nelle feste tradizionali viene riscaldata e poi servita.
Le diverse tipologie di Rakija
Al di là delle tipologie di Rakija date dal frutto, ci sono anche altre caratteristiche per distinguerla. La tipologia più diffusa è prodotta con la prugna ma sono utilizzati anche: uva, pera, pesca, albicocche, mele, fichi, amarene. Alcune tipologie come quella con l’uva o con le prugne, viene distillata anche con altri aromi, erbe, miele.
Il distillato assume nomi diversi in base al tipo la Slijvovica viene fatta con le prugne, il Kajsijevaca con le albicocche, il Dunjevaca con le mele cotogne, il Visnja con le amarene, il Viljamovka con le pere, il Kupina con le more, il Komovica con l’uva, la Travarica con le prugne e le erbe, Medovaca con il miele (viene fatta solo in Serbia), il Lozovaca con l’uva. La Rakija prodotta con le erbe prende il nome di Travarica e viene chiamata anche Il Dottore perché ha delle proprietà benefiche. Viene fatta con menta, lavanda, rosmarino, salvia e serve anche per il mal di schiena e per questo spesso viene associata ad altre erbe medicinali anche per i massaggi.
Le migliori marche di Rakija
La šljivovica è sicuramente la rakija più famosa e apprezzata e gode del marchio IGP.
Anche la Srpska è molto conosciuta e apprezzata soprattutto perché vengono impiegate delle tipologie di frutta molto particolari e ricercate. Tok è una rakija pregiata con doppia distillazione. Aristocrat è un prodotto vintage per tutti gli intenditori del genere che amano i gusti molto forti. Ci sono Plum Brandy Slivovitz Rakija per la produzione Serba, Cesarica per chi invece vuole dei gusti più dolci.
Quali cocktail di possono preparare con la Rakija
Cocktail Raki al melograno è una fresca bevanda che si prepara con la rakija, va bene per stemperare il suo gusto molto forte.
Si prepara con 60 ml di liquore, 60 ml di succo di melograno puro, cubetti di ghiaccio, foglie di menta, un bicchiere di soda al limone oppure sprite, fettine di limone. Si riempie un bicchiere alto con i cubetti di ghiaccio interi.
A questo punto si aggiunge prima la rakija, possibilmente all’uva. Poi la soda, quindi il melograno, si mescola e si aggiunge limone a fette e foglie di menta.
Questa versione del cocktail è tipicamente albanese.
Una bevanda natalizia a base di Rakija è invece preparata con zucchero e acqua oltre che il distillato. In una pentola si mette lo zucchero e si fa sciogliere girando, poi quando caramella si toglie e si aggiunge la Rakija e l’acqua. Si rimette sul fuoco, si fa bollire. Poi si serve caldo. È una preparazione locale, un cocktail invernale che loro sono soliti servire nei giorni più freddi soprattutto quando manca poco a Natale per condividere lo spirito della festa e della celebrazione.
Un’altra preparazione molto apprezzata è la Rakia 101 che viene preparata con succo di limone, 30 ml di Rakija, 30 ml di gin, 90 ml di prosecco, tutto passato in uno shaker. Si serve con ghiaccio in una coppa grande, guarnito con twist di limone. Si tratta di una rivistazione moderna molto amata dai giovani che sono meno soliti bere questo distillato puro.
Un’altra versione molto amata viene preparata con un cucchiaio di zucchero di canna, bitter, un goccio d’acqua, 45 ml di rakija, pestando lo zucchero e aggiungendo il ghiaccio. Si serve accompagnato da una fettina di arancia, senza girare.
A cosa si accompagna la Rakija
La Rakija come vuole la tradizione si accompagna bene a salumi e formaggi perché per il suo gusto molto forte, pulisce il palato e permette di esaltarne il sapore. Soprattutto con i prosciutti particolarmente salati è veramente idilliaco. Non è un prodotto che invece si sposa bene con i dolci ma si può servire con dell’uvetta o delle noccioline di contorno per aperitivo.
Curiosità sulla rakija
La frutta viene fermentata nelle caldaie di rame, viene letteralmente cotta per diverse ore. Con la doppia distillazione diventa molto alcolica. I bulgari sono soliti produrre in casa questa bevanda, soprattutto nei villaggi. Per loro è motivo di orgoglio offrire il prodotto quando arriva un ospite a casa.
Talvolta viene offerta con miele e pepe nero ma è veramente molto forte per il palato.
A Sofia ogni anno si svolge il Rakia Fest a cui accorrono i più grandi produttori da tutto il mondo.
La Rakija è in grado di disinfettare, per questo viene impiegata per dolori muscolari, virus, anche direttamente sulle ferite al punto che è conosciuta anche come Aqua Vitae.
Dopo il prosciutto stempera le papille gustative per questo talvolta si serve accompagnando i salumi. Per i serbi qualunque cosa si possa succhiare allora andrà bene per produrre la Rakija.
