C’è un universo liquido negli sport: rituali, strategie, marketing. E i bicchieri raccontano storie diverse da quelle che vediamo in tv…
Giro d’Italia: tra estetica rosa e idratazione funzionale
Dal 2013 il Giro d’Italia utilizza spumante Astoria (Prosecco DOC) come brindisi ufficiale. Ogni bottiglia presenta un tappo biodegradabile a impatto ambientale minimo. Nel 2025, Astoria ha anche presentato una versione alcol-free rosa per la corsa.
Negli hospitality e nei bus delle squadre, però, si beve tutt’altro: birre analcoliche, recovery drink e acqua potenziata. Il contrasto tra immagine pubblica e scelte funzionali dice molto sull’evoluzione dello sport contemporaneo.
Formula 1: eredità globale, scelte local
Dopo anni di dominio Moët & Chandon e G.H. Mumm, oggi la bottiglia sul podio dipende dalla geopolitica:
- Ferrari Trento è stato partner ufficiale fino al 2024 per molte gare europee, poi sostituito da un nuovo accordo LVMH con Moët & Chandon (dal 2025).
- Nei paesi del Golfo, la bottiglia sul podio contiene soft drink frizzanti o acque aromatiche, sempre rigorosamente alcol-free per rispetto delle norme locali.
Fuori scena, i piloti scelgono idratazione tecnica: elettroliti, tè freddo, bevande saline. La bottiglia sul podio resta simbolica, non funzionale.
MotoGP: Prosecco DOC per l’immagine, birra per il pubblico
Dal 2019 il Consorzio Prosecco DOC è partner ufficiale del podio MotoGP. Le magnum spruzzate sono pensate per la coreografia, ma i piloti raramente ne bevono.
Dietro le quinte domina la logica dell’integrazione: caffè cold brew, energy drink, analcolici tecnici. Il pubblico invece preferisce birre, cocktail ready-to-drink e drink aromatici in lattina, spesso legati a brand italiani come Nastro Azzurro o San Benedetto.
Sport endurance: bere è parte del protocollo
In eventi come la Maratona di Roma o la Nove Colli, la vera bottiglia è quella dell’integratore. Enervit, Isostar, Named Sport dominano nei ristori. Nelle aree expo però crescono anche kombucha, acque funzionali, birre analcoliche.
I brindisi di fine gara, se ci sono, sono simbolici e spesso posticipati. L’idratazione è calibrata sullo sforzo e la ripresa, più che sull’estetica.
Il pubblico: tra esperienza e riconoscibilità
Il fan moderno vuole qualcosa da postare e da gustare:
- Cocktail in pouch, birre artigianali in lattina ecologica e aperitivi 0% sono tra le scelte preferite.
- Negli eventi italiani (es. Imola 2024) si è visto un ritorno a bevande regionali come il sangiovese fresco e gin locali.
- Gli analcolici con posizionamento adulto – succhi fermentati, tonic water d’autore – crescono anche tra gli over 40.
Conclusione
L’atleta non beve come il tifoso. Il podio non racconta la borraccia. Ma proprio da questa frizione nasce la nuova estetica del bere sportivo: ibrida, simbolica, sostenibile.
