Dimentichiamoci per un attimo l’open bar. Quando si parla di concerti e grandi eventi, il bicchiere è una questione politica, ecologica, economica. E, sempre più spesso, simbolica.
Il grande paradosso: eventi a impatto zero, ma con 80.000 plasticoni
Il 2024 ha visto una nuova impennata dei grandi raduni musicali in Italia: San Siro, Olimpico, Ippodromo e stadi di provincia si sono riempiti di eventi sold-out. Ma cosa resta dopo?
Nel 2023 il report SIAE ha calcolato oltre 48 milioni di presenze ai concerti. Se ognuno di questi spettatori ha usato almeno un bicchiere, significa oltre 1.000 tonnellate di rifiuti temporanei.
Per questo, festival e stadi stanno cambiando rotta:
- Uso di bicchieri riutilizzabili con cauzione (1€ o 2€);
- Materiali compostabili o in bio-plastica certificata;
- Presenza di refill point per l’acqua e borracce ammesse agli ingressi.
Ma la transizione è lenta, disomogenea e spesso più narrativa che reale.
Il caso Milano: tra riuso, refill e contratti privati
L’Ippodromo e il Forum di Assago adottano bicchieri riutilizzabili. San Siro, durante i concerti 2024, ha attivato in alcuni settori una politica di raccolta cauzionale: restituisci il bicchiere, ricevi un gettone per food oppure un eco-bonus. Ma i contratti con gli operatori F&B (Sodexo, Elior) rendono difficile standardizzare l’esperienza.
Altri eventi come Mi Ami, JazzMi e Magnolia lavorano con piccole cooperative locali che forniscono bicchieri lavabili, lavati in ciclo chiuso in loco o restituiti ai fornitori.
La narrazione delle eco-pinte: marketing o vero impatto?
Molti eventi parlano di sostenibilità, ma senza dati.
- Quanto realmente si recupera?
- I bicchieri compostabili vengono effettivamente smaltiti in impianti adeguati?
- Quanti spettatori riportano indietro i bicchieri con cauzione?
Secondo uno studio pubblicato su “Waste Management” (2022), i bicchieri riutilizzabili diventano davvero sostenibili solo dopo 7-10 usi. Sotto quella soglia, meglio il vetro o il compostabile in circuito chiuso.
Europa: modelli virtuosi e sogni da importare
- In Danimarca, il Roskilde Festival ha eliminato del tutto la plastica monouso e impiega bicchieri rigidi in policarbonato da lavare sul posto.
- In Germania, il sistema Pfand (cauzione sul bicchiere) è legge per eventi sopra i 5.000 spettatori.
- In Francia, i bicchieri personalizzati riutilizzabili sono anche oggetti da collezione: ogni artista ha il suo design.
In Italia qualcosa si muove, ma con lentezza.
Conclusione
Il bicchiere di un concerto non è più solo un contenitore: è un indicatore di civiltà, visione, responsabilità.
L’Osservatorio 7PM continuerà a monitorare chi fa sul serio e chi si limita alla narrazione. Perché anche il brindisi sotto palco può diventare, a suo modo, un gesto politico.
