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Cocktail Mojito

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Storia e origini del Mojito

La storia del Mojito ha origini incerte e controverse, l’unica sicurezza è il luogo di nascita: l’isola di Cuba. Solitamente si narra che il corsaro inglese Sir Francis Drake, intorno al XVI secolo, inventò un cocktail molto simile a quello che noi oggi chiamiamo Mojito.

La ricetta era realizzata con aguardiente, che a quei tempi indicava un rum di bassa qualità composto da lime, zucchero, acqua e Hierbabuena, una varietà locale di menta particolarmente profumata. In onore del soprannome di Francis Drake, da quel momento in poi la bevanda prese l’appellativo di Draque o Draquecito. Fu in seguito, nell’ottocento che la società Bacardi aiutò la diffusione di questo nuovo cocktail fino a farlo diventare popolare, nel XX secolo.

Anche nei tempi più moderni rimane l’incertezza sul primo vero ideatore: tra i nomi si ricordano Attilio della Fuente e Angel Martinez, due barman del famoso Bodeguita del Medio, nella capitale cubana. Il locale era particolarmente amato da personaggi noti del panorama culturale mondiale, come Gabriel García Márquez, Pablo Neruda, Mohammed Ali e tantissimi altri.

La leggenda narra che sia stato poi Ernest Hemingway ad aver dato grande impulso alla popolarità del Mojito, con la sua celebre frase: “My Mojito in La Bodeguita, my Daiquiri in El Floridita“.

cocktail mojito
zucchero di cannaseltz
rum bianco bacardi
limebicchiere tumbler alto

Ingredienti e preparazione del Mojito

Per preparare il Mojito occorrono i seguenti ingredienti:


4 cl di rum bianco cubano


2 cl di succo di lime


2 cucchiaini di zucchero di canna o bianco grossolano


acqua minerale frizzante o acqua di Seltz q.b.


cubetti di ghiaccio q.b.

Spezzare prima i rametti di menta e inserirli nel bicchiere con i cucchiaini di zucchero. Dividere poi i lime a metà, spremerli e aggiungere il succo al composto. A questo punto, con l’aiuto del bar spoon, mescolare la miscela cercando di strofinare la menta sulle pareti del Tumbler: questo permetterà la fuoriuscita degli oli essenziali, che impreziosiranno il cocktail di tanti profumi esotici. Aggiungere poi il rum continuando a strofinare la menta con il cucchiaio da barman e inserire il ghiaccio a cubetti. Dopodiché il bicchiere andrà riempito raso con l’acqua di Seltz, che dovrà essere rigorosamente fredda. Infine aiutandosi ancora con il bar spoon mescolare con un movimento dall’alto verso il basso e decorare a piacimento con guarnizioni che si sposano bene con il Mojito.

Attenzioni nella scelta degli ingredienti del Mojito

Il Mojito è un cocktail di facile preparazione e composto da ingredienti piuttosto semplici, nonostante questo è bene tenere a mente alcuni accorgimenti per la buona riuscita della bevanda. Un’attenzione notevole va relegata alla menta, la quale deve essere rigorosamente fresca e di buona qualità;

inoltre per realizzare la ricetta servono i rametti e non solo le foglie come si è soliti pensare, in quanto la parte del ramo è quella più aromatica e ricca di oli essenziali dal profumo intenso. Anche il succo di lime deve essere fresco e spremuto al momento, così facendo le sue note agrumate non si andranno ad affievolire.

La scelta della parte alcolica in genere va indirizzata verso rum bianchi cubani di carattere leggero e delicato, di certo non è necessario utilizzare rum strutturati o troppo invecchiati. Infine lo zucchero non deve essere necessariamente di canna, si può tranquillamente adoperare una varietà bianca particolarmente grossolana, che era utilizzata nella ricetta originale del cocktail.

Strumenti utili alla preparazione del cocktail Mojito

Per preparare il Mojito servono prima di tutto un tagliere e un coltello per affettare a metà i lime, dopodiché è indispensabile uno spremiagrumi per ricavare il loro succo. Importantissimo è il jigger che permette di misurare le dosi corrette e un bar spoon per miscelare il cocktail. Infine non può mancare un bicchiere Tumbler alto dove comporre e in seguito degustare la bevanda.

Varianti del Mojito

Il Mojito è uno dei cocktail più famosi e degustati durante il periodo estivo, questo ha portato alla diffusione di tantissime sue varianti. Troviamo per esempio il Basito, dove è utilizzato il basilico al posto della menta, il Genepyto, che sostituisce il rum cubano con il genepy bianco e ancora il Mojito Fidel, il quale aggiunge ai suoi sapori anche la birra chiara caraibica.

Tantissime sono le alternative, da quelle con liquirizia ad altre con cacao o caffè, nonché alcune a base di anice o limoncello. Abbiamo poi una che non prevede l’utilizzo di alcol come il Virgin Mojito, è adoperato il Ginger Ale al posto del rum bianco. Un’altra versione che sostituisce la parte alcolica è il Mojitaly, che lo rimpiazza con un amaro: il fernet alla menta.

Una menzione speciale va infine al Mojito alla maracujá, è una variante sfiziosa e dalle tonalità vivaci di giallo.

 

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Come si serve il Mojito: bicchiere e guarnizioni

È una bevanda abbastanza leggera, la sua gradazione alcolica oscilla tra gli 11 e i 16 °C, che gioca tutto su profumi e freschezza, è un cocktail stagionale, da bere soprattutto in primavera e in estate, sia come aperitivo che da piacevole dopo cena. In genere il Mojito è servito in un Tumbler alto, che viene poi guarnito con rametti di menta oppure qualche fettina di lime.

3 location migliori al mondo dove bere il Mojito

Prenotare un viaggio a Cuba e andare a provare il cocktail nella sua patria natale è il modo migliore per assaggiare la ricetta autentica, da assaporare al bar ristorante La Bodeguita del Medio nella capitale cubana che serve il miglior Mojito al mondo.

Ottime esecuzioni della bevanda si possono poi trovare anche in grandi metropoli come Shanghai e New York, dove tantissimi locali esclusivi si cimentano anche nella preparazione di sue deliziose varianti.

Curiosità sul Mojito

La sua grande fama lo ha portato ad avere una sua personalissima ricorrenza, l’11 luglio è la festa mondiale del Mojito o meglio conosciuto come Mojito Day. Ma da cosa deriva il suo nome? Pare che derivi dal vocabolo “mojo”, che stava a indicare un particolare condimento cubano a base di agrumi e aglio.  Un’ulteriore ipotesi è che la parola rimandi invece a un incantesimo vudù; mentre un’altra filosofia di pensiero è certa che l’appellativo prenda le sue origini dallo spagnolo “mojadito”, che significa semplicemente umido e bagnato.

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