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Cocktail Angelo Azzurro

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Storia e origini dell'Angelo Azzurro

L’Angelo Azzurro è la versione italiana del Blue Lagoon Cocktail ed è stato il protagonista assoluto delle serate in discoteca degli anni ’80 e ’90. La sua caratteristica? Lo dice il nome stesso: è molto azzurro, e quindi accattivante prima per gli occhi e poi per il palato.

Il Cocktail Angelo Azzurro non è mai stato codificato dall’IBA, come invece è correttamente avvenuto per il Blue Lagoon Cocktail, la versione americana non identica ma molto simile. Per questo motivo non esiste una vera e propria storia ufficiale della nascita di questo cocktail, così come la stessa ricetta viene spesso personalizzata o leggermente cambiata in base alla cultura alcolica e ai gusti del barman che lo propone e prepara.

Ci sono due versioni che raccontano la nascita del Cocktail Angelo Azzurro, comparso nei bar e nelle discoteche italiane attorno all’inizio dei favolosi anni ’80. La prima è che sia stato inventato da Giovanni Pepè detto Mammina, un giovanissimo napoletano arrivato in quel di Roma subito dopo aver concluso il servizio militare e con la voglia di proporre agli amici una vera e propria bomba alcolica dall’aspetto originale e stravagante.

La seconda ritiene che, invece, questo cocktail sia semplicemente stato copiato dal telefilm “Miami Vice”. Infatti, nella famosissima serie TV, il protagonista Sonny (interpretato magistralmente da un grande e inimitabile James Crockett) era solito sorseggiare continuamente questo cocktail blu, che adorava.

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limonegin
ghiacciocoppetta martini

Come si prepara l’Angelo Azzurro Cocktail

Ecco quali sono gli ingredienti e gli step di preparazione di un perfetto Angelo Azzurro Cocktail. Come dicevamo, una ricetta ufficiale non esiste ma quella più comune e utilizzata è la seguente:


6 cl di Gin


4 cl di Cointreau o Triple Sec


2 cl di Blue Curaçao


ghiaccio a piacere


spruzzatina di limone a piacere

Molti barman aggiungono anche una spruzzata di succo di limone. L’acidità va infatti a correggere il retrogusto eccessivamente secco e amarognolo del cocktail. Si notino le dosi molto abbondanti di alcolici utilizzate per preparare una singola porzione di Angelo Azzurro: non a caso alcuni sostengono che il nome del cocktail derivi proprio dal fatto che, avendo una gradazione alcolica alta, “faccia volare”! Per prepararlo, bisogna versare il Gin, il Cointreau, il Blue Curaçao e il ghiaccio nello shaker, shakerare e versare il tutto in un bicchiere precedentemente raffreddato. Aggiungere, a piacere una spruzzatina di limone per poi decorare e servire immediatamente.

Come si serve l’Angelo Azzurro Cocktail

Come abbiamo detto poco fa è consigliabile servire l’Angelo Azzurro in un bicchiere ghiacciato. Questo sia perché il sapore degli ingredienti viene esaltato dal freddo sia perché anche il colore azzurro sembrerà più brillante e sfaccettato in un bicchiere patinato di ghiaccio e ornato da goccioline danzanti. È fondamentale servire l’Angelo Azzurro sempre in vetro quindi no assoluto a bicchieri o coppe in altri materiali. Assolutamente no plastica, no plexiglass e no cristallo colorato, che andrebbe a rovinarne totalmente l’effetto cromatico. L’ideale è servire il cocktail in una coppa o in un bicchiere a “V” ma è accettabile anche scegliere un bicchiere dalla forma originale, con sinuosità o irregolarità. Per decorare l’Angelo Azzurro si può aggiungere una scorzetta di limone sul bordo del bicchiere e, a piacere, dei cubetti di ghiaccio supplementari. Generalmente il cocktail si consuma bevendo direttamente dalla coppa ma, in caso di scelta di bicchiere alto, si può inserire una cannuccia decorata o colorata per rendere la presentazione ancora più personalizzata e fashion.

Stuzzichini da accompagnare all’Angelo Azzurro Cocktail

Ribadiamo che l’Angelo Azzurro è un cocktail dal tasso alcolico piuttosto elevato, forse uno dei cocktail più potenti tra quelli maggiormente conosciuti e consumati nei locali, nelle discoteche e nei bar italiani. Per questo motivo è consigliabile non berlo mai a digiuno ma accompagnarlo sempre con qualche stuzzichino sfizioso e nutriente, possibilmente non dolce o a base di frutta, visto che gli zuccheri tendono ad esacerbare gli effetti dell’alcool. Per esempio, insieme a un ottimo Angelo Azzurro Cocktail, si possono servire crackers salati in superficie con sottili fettine di salmone affumicato o qualche roll di sushi con tonno o salmone e avocado. Oppure, si possono abbinare perfettamente al cocktail azzurro che più azzurro non si può, delle mini-bruschette di pane tostato con burro aromatizzato e crumble di frutta secca.

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Migliori location italiane dove bere l’Angelo Azzurro

L’Angelo Azzurro è ormai un classico della carta dei cocktail italiana quindi il migliore si trova sicuramente in Italia! La sua preparazione viene insegnata sia nelle scuole alberghiere, che formano i futuri barman, sia durante i corsi specifici per conseguire l’attestato e iniziare a praticare la professione. Diciamo che il luogo per eccellenza è la discoteca, esattamente come accadeva nel telefilm “Miami Vice” ma, ormai, si può ordinare un Angelo Azzurro in tutti i locali che servono super-alcolici: dai bar ai locali sulla spiaggia, dai pub ai club privati con intrattenimento serale e notturno.

Curiosità sull’Angelo Azzurro Cocktail

È assodato che stiamo parlando di un cocktail molto carico, molto forte. Quanti gradi ha? Circa 35! Per questo motivo, se ne consiglia il consumo moderato e si avvisa chi non regge particolarmente l’alcool di limitarsi ad assaggiarlo. La versione americana, il Blue Lagoon Cocktail, è molto simile visivamente per il colore ma ha un sapore del tutto diverso. Questo perché contiene vodka (6/10), succo di limone (3/10) e Blue Curaçao (1/10). Quindi, in realtà, la versione italiana è molto più gradevole al palato rispetto al Blue Lagoon che, essendo praticamente tutto vodka, ha un gusto estremamente secco e neutro, vivacizzato solo dalle note del retrogusto amaro del Curaçao e dalla freschezza del limone. Bisogna orgogliosamente ammettere che gli italiani hanno decisamente migliorato la formula di un prodotto americano, senza lederne la bellezza estetica e l’originalità. Bravi noi!

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