In Francia è un’istituzione, in Sudafrica un’icona. In Italia, il Chenin Blanc resta un’eccezione: un vitigno affascinante ma quasi invisibile. E proprio per questo ancora più interessante.
Originario della Valle della Loira, il Chenin Blanc è una delle uve bianche più versatili al mondo: può dare vini secchi, spumanti, passiti, botritizzati, tutti uniti da un filo comune — acidità altissima, grande longevità, capacità di raccontare il suolo.
In Italia, però, non ha mai trovato spazio vero. Non esiste una DOC che lo valorizzi, né una zona dove sia stabilmente coltivato. Ma alcune bottiglie — poche, ben fatte — dimostrano che questo vitigno può dire molto anche fuori dai suoi contesti storici.
Perché il Chenin non ha attecchito in Italia
Il Chenin è un’uva esigente. Richiede climi freschi, sbalzi termici netti, suoli minerali. Soffre la siccità e la troppa calura. In un paese come l’Italia, dove la viticoltura è spesso impostata sulla produttività o sull’identità territoriale, il Chenin è rimasto fuori dal radar.
Eppure, proprio per la sua acidità naturale e per la sua capacità di affrontare l’invecchiamento, sarebbe un’ottima risposta alle nuove sfide climatiche. Alcuni produttori lo hanno piantato in forma sperimentale, quasi sempre senza rivendicazione ufficiale, in blend o in piccoli lotti fuori commercio.
Ma una bottiglia, concreta e ben distribuita, c’è. E vale la pena conoscerla.
Un Chenin Blanc italiano da conoscere: Ageno 2020 – La Stoppa
Rivergaro (PC), Emilia-Romagna
Prezzo indicativo: 32–35 €
Ageno è un vino simbolo della cantina La Stoppa, e uno dei rari esempi italiani in cui il Chenin Blanc è presente in percentuale significativa, accanto a Malvasia di Candia Aromatica e Ortrugo. È un bianco macerato, prodotto in modo naturale, senza chiarifiche né filtrazioni, con fermentazione spontanea e affinamento in botte grande.
Il Chenin si sente nella verticalità, nella freschezza, nell’equilibrio di un vino intenso ma mai statico.
Note olfattive: agrume candito, tè nero, miele di castagno, fiori secchi, erbe.
In bocca: secco, denso, ma sempre vivo. Il finale è lungo, salino, profondo.
Abbinamenti consigliati:
- Tajine speziate
- Zuppe rustiche
- Crostacei al forno
- Carni bianche
- Piatti a base di uovo o formaggi fermentati
Servizio:
- Temperatura: 12–13 °C
- Calice: ampio, da bianco strutturato
Tecnica di vinificazione:
- Macerazione di 30 giorni sulle bucce
- Affinamento in botte grande
- Nessuna filtrazione o chiarifica
Riconoscimenti:
- Slow Wine 2025
- 95/100 Vinous
- Presentato in carte vini naturali in Europa, Giappone e USA
Dove assaggiare un vero Chenin in purezza
Se vuoi conoscere il profilo autentico del Chenin Blanc, il consiglio è di cercarlo dove è nato o dove ha messo radici forti. Ecco due esempi emblematici, reperibili in Italia.
Domaine Huet – Vouvray Sec “Le Haut-Lieu” 2022
Vouvray, Valle della Loira
Prezzo: 33–36 €
Riferimento assoluto per il Chenin biodinamico. Questo vino secco ha profumi eleganti di pera, erbe fresche, cera d’api, pietra bagnata. In bocca è nitido, teso, profondamente minerale.
Distribuito in Italia da Les Caves de Pyrene. Disponibile su Tannico, Callmewine, in alcune enoteche selezionate.
Testalonga – “I Am the Ninja” 2023
Swartland, Sudafrica
Prezzo: 26–29 €
Craig Hawkins produce Chenin in purezza da vigneti antichi, vinificato con breve macerazione e nessuna solforosa. Note di lime, albicocca secca, fieno e sale. Uno Chenin punk, vivo, naturale.
Importato in Italia da Arkè. Reperibile in enoteche naturali come Vinoir (MI), Solovino (TO), Les Caves Roma.
In sintesi
Il Chenin Blanc in Italia non ha ancora trovato una casa, ma esiste. E quando c’è, non si dimentica. È un bianco denso di acidità e futuro, che parla d’inverno senza cedere al torpore.
Se lo incontri in una carta vini, dagli fiducia. Se lo trovi in una bottiglia, prenditi il tempo di capirlo.
