Campari & Miraval: l’aperitivo si tinge di rosa e di Hollywood

Rosé Elegance in Glass

Un accordo strategico che racconta molto più di un nuovo vino in distribuzione

Campari Group allunga ancora la mano sull’universo aperitivo. Con l’accordo siglato con Miraval, il celebre rosé provenzale di proprietà (complicata) di Brad Pitt e Angelina Jolie, il gruppo italiano si assicura la distribuzione esclusiva di tutta la gamma Miraval in Italia, Francia e Stati Uniti. Un colpo di mercato? Certamente. Ma anche un segnale preciso su come sta cambiando l’identità dell’aperitivo contemporaneo.

Il rosé come nuova grammatica dell’aperitivo globale

Per Campari non si tratta solo di aggiungere una referenza: è un posizionamento culturale. Mentre il vermouth e i bitter restano la spina dorsale storica dell’aperitivo italiano, il rosé — soprattutto nella sua versione provenzale, minerale, elegante e socialmente fotogenica — è ormai diventato linguaggio universale del bere leggero.

Nel 2023 i rosé premium hanno registrato una crescita a doppia cifra in Europa e Nord America (fonte: IWSR), proprio perché parlano al pubblico che cerca freschezza, basso alcol, estetica visiva e versatilità gastronomica. Miraval, con la sua estetica curata e l’aura hollywoodiana, è il veicolo perfetto per entrare su questa scena con un partner come Campari, che conosce il mercato lifestyle come pochi.

Dietro al bicchiere, il retroscena legale

A rendere ancora più interessante la partita c’è il contesto legale: la disputa in corso tra Brad Pitt e Angelina Jolie sulla proprietà di Château Miraval. Il recente accordo Campari è stato firmato solo con Brad Pitt e Famille Perrin (partner storici francesi), generando immediate reazioni da parte del gruppo Stoli, che tramite Jolie detiene l’altra quota in discussione.

Al netto della soap opera legale, è evidente che Campari ha scelto di investire sul brand più che sulla proprietà: il valore è il posizionamento di Miraval nel segmento “rosé da conversazione globale” piuttosto che la sua stabilità societaria contingente.

Perché interessa anche il mercato italiano

In Italia il rosé è ancora vissuto più come parentesi stagionale che come pilastro da aperitivo. Ma proprio l’accordo Campari potrebbe spingere la normalizzazione del rosé nel rito delle 18:30, accanto a Spritz e Negroni.

L’ingresso di Miraval nel portafoglio significa anche attivare la potentissima macchina distributiva e comunicativa Campari: attivazioni nei locali di fascia alta, pairing gastronomici spinti, campagne visive fortemente aspirazionali. In altre parole: trasformare il rosé da “vino da barca” a icona da terrazza metropolitana.

Un’apertura interessante sul futuro dell’aperitivo

In fondo, questo accordo racconta una cosa: l’aperitivo non è più (solo) una questione di amaro e soda. È sempre più uno spazio fluido dove il bere leggero, visivo e narrativo si fonde con lo storytelling globale del lifestyle.

Con questa mossa, Campari dimostra di saper leggere il nuovo codice dell’aperitivo: meno rituale codificato, più piattaforma culturale liquida. E il rosa, in questo linguaggio, non è solo colore: è strategia.

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