Ogni anno, a giugno, Codroipo si trasforma in una piccola capitale della viticoltura indipendente. Succede con BorderWine, il festival che unisce non solo produttori, ma culture, lingue e territori. Friuli Venezia Giulia, Austria e Slovenia diventano un triangolo liquido, dove il vino non separa: mescola.
Quando e dove: le coordinate del gusto
Nel 2025, BorderWine si terrà l’8 e 9 giugno a Villa Manin, nella frazione di Passariano di Codroipo (UD). Due giornate all’aria aperta per vivere il vino naturale come esperienza sensoriale, culturale, conviviale. Sul sito borderwine.eu trovi programma e biglietti: meglio segnarselo, prima che finisca.
Il contesto: non una fiera, ma un’idea di confine
BorderWine non è solo un banco d’assaggio. È un luogo dove il confine diventa spazio creativo. Tra le mura di Villa Manin l’atmosfera è viva, intima, quasi domestica. Si assaggia, si ascolta, si chiacchiera.
I vignaioli raccontano storie di viti ostinate, etichette stampate a mano, fermentazioni testarde. Il pubblico? Variegato. Sommelier, famiglie, studenti, winelover con lo sguardo curioso. Tutti con un calice al collo e la voglia di capire, non solo bere.
I protagonisti: vini che parlano tre lingue e qualche dialetto
A BorderWine trovi vini naturali, artigianali e biodinamici. Vini veri, prodotti da mani vere. Lieviti indigeni, contenitori non convenzionali, terroir che raccontano confini senza muri.
Le etichette arrivano da tutta la regione, dalle colline slovene, dai versanti alpini austriaci. E ogni banco d’assaggio è un piccolo mondo da scoprire. Può capitare di parlare con un produttore sloveno in un misto di inglese e friulano. O di assaggiare un bianco vinificato in anfora tra due risate.
Perché andarci anche se non sei un esperto
- Perché a BorderWine il vino naturale è raccontato senza snobismi
- Perché c’è musica, street food locale, atmosfera rilassata
- Perché scopri bottiglie introvabili altrove
- Perché impari più in due calici qui che in mille post su Instagram
Un evento di confine, nel senso più bello
BorderWine è vino che unisce e racconta. È la prova che il confine può essere un punto di incontro. Che il terroir è anche linguaggio, gesto, accento.
E quando il sole cala su Villa Manin, tra un sorso e una chiacchiera, capisci che questo non è solo un evento. È un modo di pensare il vino. E anche un po’ il mondo.
