Abouriou

Rustic Wine Artistry

Il rosso dimenticato del Sud-Ovest della Francia

L’Abouriou è un vino per chi non ama le cose facili.
Un vitigno robusto, dal nome quasi sconosciuto fuori dalla Francia, ma che ha più vite di un gatto selvatico. Era scomparso. È stato ritrovato. E oggi, grazie a una manciata di vignaioli ostinati, è tornato a farsi spazio nei calici di chi ama i rossi autentici, contadini, con più corpo che convenzione.

Un vitigno salvato per caso e per amore

Siamo nel Lot-et-Garonne, nel cuore del Sud-Ovest francese, dove l’Abouriou cresceva libero già nel XVII secolo.
Vigoria, grappoli serrati, colore profondo. Un tempo era ovunque. Poi la fillossera lo ha fatto quasi sparire. Fino a quando, nel 1880, un appassionato di nome Numa Numa (sì, davvero) ha trovato una pianta ancora in vita, aggrappata al muro di un castello.
Da lì, innesti, microvinificazioni e un lento ritorno — iniziato tra gli alberi di Marmande e proseguito oggi in piccole AOC come Côtes du Marmandais e Côtes de Duras.

Un vitigno sopravvissuto per ostinazione. Un po’ come chi lo coltiva.

Com’è l’Abouriou nel bicchiere?

È un rosso che non chiede permesso. Scuro, profondo, speziato, con frutto nero e tannino deciso.
A seconda del produttore può essere diretto e vinoso oppure lavorato con eleganza e precisione.
Sempre: tanta materia, pochi svolazzi. È il rosso per chi ama bere con morsi decisi e mani unte.

Dove trovarlo oggi

L’Abouriou è oggi presente in meno di 300 ettari, sparsi tra il Sud-Ovest francese e qualche vigneto sperimentale anche in California.
I territori chiave sono:

  • Côtes du Marmandais
  • Côtes de Duras
  • Sud di Bordeaux (entroterra)

Spesso è vinificato in blend con Merlot o Malbec, ma i migliori lo lavorano in purezza.

La bottiglia da scoprire

Elian Da Ros – “Abouriou” 2022

Cocumont, Côtes du Marmandais
Prezzo: 21–23 €

Elian Da Ros è uno di quei produttori che mettono cuore, mani e pioggia nel vino.
Ha lasciato la Borgogna per tornare nella sua terra natale, e lì, su colline ventose tra i boschi e il fiume Garonna, ha deciso di coltivare l’Abouriou come si farebbe con una pianta di pomodori selvatici: lasciandola parlare.

Vinifica in naturale, con lunghe macerazioni e affinamento in botte grande. Il suo Abouriou è carnoso, profuma di prugna, grafite e pepe rosa, con un’acidità che lo tiene vivo e un finale appena vegetale.
Un vino rustico ma pulito. Corposo ma elegante. Come un contadino con la camicia di lino stirata.

Curiosità vere da raccontare

  • L’Abouriou è geneticamente parente del Merlot, ma matura molto prima: per questo era detto “l’uva che scappa dal freddo”.
  • Il nome probabilmente deriva dall’occitano abouriou che vuol dire “abbronzato”, per via della buccia scurissima.
  • Fino agli anni ’70 veniva usato solo come uva da taglio per vini da tavola. Oggi, se vinificato bene, è un piccolo segreto gastronomico.

In sintesi

L’Abouriou è un vino che non ha bisogno di essere addomesticato, ma solo rispettato.
È per chi ama i rossi scuri, sinceri, decisi. Quelli che non cercano stile, ma radici.
Un vino che non è mai stato alla moda. E forse, proprio per questo, oggi è irresistibile.

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